La graduatoria del concorso Pnrr2 per l’insegnamento della lingua inglese nelle scuole secondarie di secondo grado in Calabria è stata annullata dal Tribunale amministrativo regionale. Una decisione destinata ad avere effetti rilevanti sull’intero iter concorsuale, comprese le immissioni in ruolo effettuate lo scorso 1° settembre 2025. Il provvedimento riguarda nello specifico la graduatoria della classe As2B, pubblicata nei mesi scorsi dall’Ufficio scolastico regionale della Calabria. Secondo quanto stabilito dai giudici amministrativi, la procedura di valutazione dei titoli presentava irregolarità tali da compromettere la legittimità dell’intera graduatoria.
A presentare ricorso sono stati tre docenti di inglese – due di Crotone e uno di Soverato – risultati esclusi dalla graduatoria dei vincitori. I ricorrenti, assistiti dall’avvocato Gaetano Liperoti, avevano contestato l’attribuzione di 12,5 punti aggiuntivi ad alcuni candidati per il superamento di un precedente concorso relativo però a un diverso grado di istruzione, quello delle scuole secondarie di primo grado (classe Am2B).
Secondo la tesi accolta dal Tar, tale attribuzione non trovava alcun fondamento normativo. Un errore che ha inciso in maniera determinante sulla formazione della graduatoria finale, rendendola di fatto illegittima. La sentenza comporta ora la necessità di rivedere non solo la graduatoria, ma anche tutti gli atti successivi, incluse le assunzioni già effettuate. Un passaggio che potrebbe avere conseguenze concrete sull’organizzazione scolastica regionale. Duro il commento del legale dei ricorrenti, che parla di una gestione confusa delle procedure concorsuali: «Si tratta dell’ennesimo errore nella gestione dei concorsi legati al Pnrr. In questo caso, si è tentato di applicare criteri differenti nella valutazione dei titoli a seconda del territorio, generando disparità e incertezza».
I tre docenti hanno inoltre evidenziato come le segnalazioni inviate all’Ufficio scolastico regionale, tramite numerose comunicazioni formali, non abbiano ricevuto risposta. Una situazione che li ha spinti a ricorrere alla giustizia amministrativa. Sulla vicenda è intervenuta anche la politica: la deputata Irene Manzi ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministero dell’Istruzione e del Merito, chiedendo chiarimenti sulla gestione del concorso. La decisione del Tar apre ora una nuova fase, con la necessità di ricostruire l’intera procedura secondo criteri corretti e trasparenti.
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