Crotone, 
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Pirateria IPTV, scoperta a Crotone una rete del “pezzotto”: quattro denunciati e sequestri per 650 mila euro

La Guardia di Finanza di Crotone ha individuato e smantellato tre centrali di distribuzione illegale del segnale IPTV, utilizzate per la diffusione di abbonamenti pirata a contenuti televisivi e piattaforme streaming a pagamento. L’operazione, sviluppata nell’ambito delle attività di contrasto alla pirateria audiovisiva digitale, ha portato alla denuncia di quattro persone e al sequestro di beni per un valore complessivo di circa 650 mila euro.

L’attività investigativa è stata condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Crotone con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e del Nucleo Speciale Beni e Servizi di Roma. Secondo quanto emerso dalle indagini, le tre centrali di smistamento erano tutte operative nel territorio cittadino e consentivano la distribuzione di accessi illegali a numerose piattaforme digitali e satellitari, tra cui Sky, Dazn, Now, Netflix, Disney+ e Spotify.

Le indagini hanno preso avvio dall’analisi di alcune segnalazioni di operazioni sospette che hanno permesso di approfondire i flussi finanziari collegati al fenomeno. Gli investigatori hanno individuato diversi bonifici riportanti la causale “IBO Player Pro”, un software compatibile con la riproduzione di contenuti streaming non autorizzati su smart TV, computer e dispositivi mobili.

Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire l’intera struttura organizzativa del sistema illecito. Al vertice sarebbero stati individuati i cosiddetti “head provider”, responsabili della gestione dei server principali; a un livello intermedio operavano i “reseller”, incaricati della vendita degli abbonamenti; infine, gli utenti finali che usufruivano dei servizi pirata.

L’attività investigativa, estesa a livello nazionale grazie alla collaborazione tra diversi reparti specializzati della Guardia di Finanza, ha permesso di identificare almeno 2.769 utilizzatori distribuiti in 43 province italiane. Secondo gli inquirenti, il volume degli introiti generati dal sistema avrebbe raggiunto circa 650 mila euro.

Dalle verifiche effettuate sarebbe inoltre emerso che parte dei proventi ottenuti attraverso la vendita degli abbonamenti illegali sarebbe stata reinvestita nell’economia legale e nell’acquisto di criptovalute, con l’obiettivo di ostacolarne la tracciabilità.

Gli abbonamenti venivano offerti a prezzi compresi tra 10 e 40 euro, a seconda dei contenuti scelti. Gli utenti potevano inoltre contare su un vero e proprio servizio di assistenza tecnica, analogo a quello fornito dalle piattaforme ufficiali.

Nei confronti dei 2.769 utenti identificati saranno avviate le procedure per l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla normativa vigente, che possono variare da 154 euro fino a 5.000 euro nei casi di reiterazione delle violazioni.

Al termine delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone guidata dal procuratore Domenico Guarascio, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria ha denunciato i quattro presunti responsabili per violazioni della normativa sul diritto d’autore, della proprietà intellettuale e per il reato di autoriciclaggio. Contestualmente è stato eseguito un sequestro preventivo d’urgenza di beni per un valore corrispondente ai profitti ritenuti illeciti.

L’operazione, che si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e dovrà essere sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria nel contraddittorio con le difese, rappresenta uno dei più rilevanti interventi contro la pirateria audiovisiva realizzati finora in Calabria e conferma l’attenzione delle istituzioni nel contrasto ai fenomeni che danneggiano il mercato legale dei contenuti digitali e l’economia nazionale.

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