Crotone,
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Parla Adolfo C.: “Ho sbagliato, la violenza non è la soluzione. Lo stesso vale per quella verbale, questo clima non nasce con l’episodio di ieri”

“La prima cosa che voglio dire è che so bene di aver sbagliato: la violenza non è mai la soluzione per risolvere i problemi. Va sempre condannata, senza nessun dubbio. Ma va anche condannata la violenza verbale, le parole, a volte, possono fare molto più male di uno schiaffo e questo clima di cui tanto si parla di certo non si è creato nella giornata di ieri dopo l’episodio che mi ha riguardato”.

A parlare a Crotonenews è Adolf C., il 42enne crotonese che ieri è stato protagonista del brutto episodio che si è verificato nel palazzo del Comune.

Come nasce questa storia?

“Circa un anno fa andai al Comune per segnalare una situazione che crea pericolo non solo a mio figlio, ma a tutti i bambini che, ogni giorno, devono raggiungere la loro scuola. Parlo della strada nelle adiacenze di quella che a Crotone conosciamo come la rotonda di San Paolo. Ci sono delle strisce pedonali, ma nessun mezzo le rispetta. Guardi, andiamo insieme a vedere (nessuno, per cinque minuti, si ferma nonostante entrambi siamo fermi e aspettiamo sulle strisce. Molte auto e moto sfrecciano a velocità folle considerando la zona, ndr). Un anno fa sono stato ricevuto, mi era stato detto che non era possibile mettere dei dossi, ma che comunque avrebbero risolto la questione”.

E poi?

“E poi non è successo nulla. Solo silenzio, non avuto nessuna comunicazione. Qualche centinaio di metri più avanti mio figlio, qualche mese fa, è stato investito da un’automobile e considerando l’impatto dobbiamo ringraziare il cielo. È sempre mio figlio, così come altri bambini, che attraversa quel tratto di strada per il quale ho richiesto l’intervento. È evidente che ha un po’ di paura per quello che è successo. Due giorni fa, mentre ero con lui è un’automobile si era fermata, ne è sopraggiunta un’altra sull’altra corsia che lo stava nuovamente investendo, per fortuna sono riuscito a tirarlo indietro evitando il peggio”.

Ha deciso quindi di andare nuovamente al Comune

“Si, sono stato indirizzato da dipendente che si occupa di queste problematiche ma, una volta esposto per l’ennesima volta il problema, dalle domande che mi sono state poste ho capito che forse non mi aveva ascoltato come avrebbe dovuto. Ho ricevuto risposte poco consone per chi occupa un posto del genere, a servizio della collettività, con un atteggiamento sicuramente non in linea con il ruolo di chi mi ha ricevuto. Dopo un diverbio mi sono innervosito e ho sbagliato”.

Le dispiace quello che è accaduto?

“Molto, moltissimo. Anche perché chi mi conosce sa bene cosa faccio per gli altri, il mio impegno nel sociale, senza fare mai pubblicità. Ripeto, la violenza è sbagliata. Ma è sbagliata sempre. Quella verbale è da condannare allo stesso modo e in questo senso non mi sembra che anche prima di questo episodio sia stato offerto uno spettacolo decoroso da parte di alcuni esponenti della giunta e in consiglio comunale. Quindi l’invito ad “abbassare i toni” deve riguardare tutti. Ma proprio tutti. Altrimenti rimane ipocrisia. Io mi sono preso le mie responsabilità, ammettendo di aver sbagliato. Ma non vorrei passare per il capro espiatorio di una situazione che con la mia persona ha poco a che fare”.

Ha letto le varie reazioni sui social?

“Certo, c’è stato anche chi ha detto che in quel momento ero sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Sappiano queste persone che adirò alle vie legali e che sono disponibile a qualsiasi test possibile e immaginabile”.

Adesso cosa si aspetta: “Sono consapevole di dover rispondere alla denuncia. Allo stesso tempo spero, nell’interesse della cittadinanza, dei nostri ragazzi e bambini, che il problema venga risolto. Non può sempre accadere qualcosa di brutto prima di mettere mano ad una situazione. Basterebbero i nonni vigili o altri provvedimenti. Però, in anno, ci sono state solo chiacchiere. E, purtroppo, siamo arrivati a questo”.