A partire dal 1° marzo 2026 entrerà in vigore anche a Crotone e provincia la nuova riforma nazionale della disabilità, prevista dalla legge delega 227 del 2021 e dai successivi decreti attuativi.
Si tratta di un cambiamento strutturale che punta a ridefinire l’approccio culturale, sociale e istituzionale nei confronti delle persone con disabilità, introducendo strumenti concreti per favorire autonomia, inclusione e piena partecipazione alla vita della comunità.
Nel 2006 l’ONU ha approvato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, stabilendo un principio chiaro: le persone con disabilità sono cittadini a pieno titolo e devono poter esercitare gli stessi diritti di tutti.
L’Italia ha recepito formalmente la Convenzione nel 2009, ma solo con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è arrivato l’impulso decisivo per una riforma organica del sistema. L’Unione Europea ha infatti richiesto l’adozione di interventi strutturali, tra cui proprio una riforma che desse concreta attuazione ai principi della Convenzione. Da qui la legge delega 227/2021 e i decreti attuativi 222/2023, 20/2024 e 62/2024, che costituiscono l’ossatura della nuova disciplina.
Tra le principali novità introdotte spicca il cosiddetto “Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato”, disciplinato in dettaglio dal decreto 62/2024. L’obiettivo è superare un modello basato esclusivamente sull’offerta di servizi standardizzati, per costruire invece un percorso su misura, fondato sui desideri, le aspirazioni e le scelte della persona con disabilità.
Durante gli incontri con l’Unità di Valutazione Multidimensionale, la centralità decisionale viene riconosciuta direttamente alla persona interessata, segnando un cambio di paradigma rispetto al passato. Uno degli aspetti più significativi della riforma riguarda il graduale superamento del modello puramente assistenziale e istituzionalizzante.
Il nuovo impianto normativo punta infatti alla de-istituzionalizzazione, favorendo percorsi di vita sul territorio, inclusione sociale e partecipazione attiva alla comunità. Un processo che comporta trasformazioni profonde e che, secondo diversi osservatori, incontra anche resistenze da parte di chi opera nelle attuali strutture residenziali e semi-residenziali.
L’entrata in vigore della riforma nel territorio crotonese potrebbe incidere in maniera significativa sulla vita di molte persone con disabilità e delle loro famiglie, ma anche sull’organizzazione dei servizi socio-sanitari locali.
Il 1° marzo segna dunque l’avvio di una fase di sperimentazione e applicazione concreta che richiederà collaborazione tra istituzioni, enti locali, operatori e associazioni, con l’obiettivo di trasformare principi normativi in diritti effettivamente esigibili.
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