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Crotone, Kiterion: la sentenza slitta al 26 febbraio

Il Tribunale di Crotone

foto: CrotoneNews

Slitta al 26 febbraio la sentenza del processo di primo grado, con rito ordinario, scaturito dall’operazione della DDA di Catanzaro denominata “Kiterion” e gemella di “Aemilia” e “Pesci”.

L’operazione Kiterion scattò all’alba del 15  gennaio del 2015 e portò a 46 arresti nelle province di Crotone e Catanzaro di sodali e affiliati alla cosca Grande Aracri di Cutro.

Questa mattina davanti al collegio giudicante, composto dai giudici Marco Bilotta presidente, Romina Rizzo e Ersilia Carlucci a latere, sono terminate le arringhe degli avvocati difensori. L’udienza fissata per lunedì 19, invece, slitta al 26 febbraio. Udienza dedicata alle eventuali contro repliche del pm Domenico Guarascio, poi i giudici si ritireranno in camera di consiglio per la sentenza.

L’accusa ha chiesto nelle scorse settimane la condanna a 16 anni per Domenico Riillo, imputato per associazione a delinquere di stampo mafioso; 8 anni per l’avvocato Rocco Corda, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa, ma che secondo la DDA avrebbe avuto un ruolo diretto nella cosca, avendo preso parte a discussioni su fatti criminali di notevole entità come, ad esempio, l’omicidio di Totò Dragone (per il quale Nicolino Grande Aracri è stato condannato a 30 con il rito abbreviato).

Per Vito Martino, ritenuto il contabile della cosca Grande Aracri e già condannato per l’omicidio di Antonio Simbari, è stata chiesta la pena a 12 anni. Dodici anni di carcere è anche la richiesta per Alfonso Pietro Salerno, impiegato del Comune di Cutro e ritenuto affiliato alla cosca Grande Aracri e che secondo l’accusa terrebbe i rapporti con i catanzaresi.

Chiesti anche 9 e sei mesi di carcere per Albano Mannolo e Leonardo Mannolo e 10 anni per Santo Maesano.

Dieci anni di reclusione per Antonio, Carmine e Giuseppe Riillo. I tre sono accusati, tra l’altro, di estorsione, violenza privata e lesioni in fatti che hanno riguardato Maria Rosa Prandelli, e direttrice del villaggio turistico Capopiccolo.

Guarascio ha poi chiesto la condanna a 8 anni per Salvatore Scarpino, secondo la DDA una sorta di broker della cosca.

Sempre nell’ambito della stessa operazione Kiterion il Tribunale di Catanzaro ha condannato, lo scorso 7 febbraio, Gennaro Mellea (detto Piero) a 15 anni di reclusione, Roberto Corapi a 9 anni, Alex Scicchitano a 7 anni ed Esterino Peta a un anno, ritenuti la cellula catanzarese. Tra i reati contestati c’erano diversi episodi di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti.

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