Crotone,

Bonifica Crotone, Syndial: “Lo scotico riguarda le due discariche a mare e le vasche ferriti e gessi”

Contrordine compagni. Un tempo si usavano frasi come queste per far cambiare rotta agli iscritti al Pci, ora è diventata quasi una locuzione per dire: forse ci siamo sbagliati. O forse c’è stata talmente tanta confusione da impedire che tutte le nebbie si diradassero. Cominciamo col dire che le buone notizie ci sono, ma non sono quelle di cui si è parlato nelle ultime ore e, soprattutto, significa che occorre ancora tenere gli occhi aperti e le antenne alzate se si vuole davvero bene a questo territorio.

I particolari dell’ultimo studio di fattibilità presentato da Syndial  per la bonifica dei siti industriali di Crotone sono stati illustrati questa mattina in una conferenza stampa, tenuta nella Sala Giunta del Comune di Crotone, alla quale hanno partecipato il sindaco Ugo Pugliese, l’assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo, la commissario per l’attuazione della bonifica Elisabetta Belli, Enrica Barbaresi per Syndial e l’ingegnere Manuel Marangon sempre per la controllata Eni. La conferenza ha fatto seguito alla conferenza dei servizi che di fatto ha dato il via libera allo studio di fattibilità che ora dovrà essere trasformato in progetto e presentato ai Ministeri competenti. Le notizie più importanti sono venute proprio dall’ingegnere Marangon che ha risposto alle domande dei cronisti. Contrariamente a quanto si era detto ieri lo scotico completo dei terreni da bonificare (circa 600 mila metri cubi) non riguarda tutta l’area industriale, ma le due discariche a mare (ex Pertusola ed ex Fosfotec), la vasca ferriti e la vasca gessi. Per il resto del sito industriale Marangon ha detto: “Ci sono altri decreti autorizzativi del ministero e non rientrano in questo studio di fattibilità”. Non tutto il sito, dunque, ma le due discariche a mare e le due vasche, che non è poco, ma non è tutta la bonifica, perché resta da capire cosa succederà sui terreni dove insistevano gli stabilimenti. E resta ancora da capire cosa sta succedendo e cosa si farà con l’Antica Kroton, ma questo è un altro discorso. Per ora limitiamoci a raccontare quanto detto da Syndial per bocca di Marangon. I 600 mila metri cubi di materiale inquinato saranno trasportati in discarica “fuori regione”, – ha detto Antonella Rizzo dopo aver finito di prendersela con chi critica il suo operato – ma per questo Sundial non ha ancora un piano preciso. Un camion con un cassone lungo 450cm, alto 230cm e largo 220 cm, può trasportare circa 20metri cubi. Se si divide 600 mila per 20 si ottiene il numero di camion necessario per trasportare il terreno rimosso, ovvero 30 mila mezzi. Ma Barbaresi e Marangon non si scompongono: “Non è detto che siano camion, possono essere treni” oppure navi aggiungiamo noi, l’importante che quel terreno venga portato in discarica e bonificato.

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