Un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro ha portato all’arresto di 12 persone ea una serie di misure cautelari e sequestri nell’ambito di un’inchiesta che scuote i vertici dell’Università Magna Graecia e dell ‘Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Catanzaro.
Questa mattina, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione a un’ordinanza del GIP del Tribunale di Catanzaro, mettendo ai domiciliari 11 indagati, mentre un dirigente dell’ASP è stato sospeso per 12 mesi dall’esercizio delle sue funzioni pubbliche. L’indagine coinvolge complessivamente 33 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato, maltrattamento e uccisione di animali.
I sequestri
Le autorità hanno disposto il sequestro preventivo di due laboratori scientifici dell’Università Magna Graecia, destinati alla sperimentazione animale, e della somma di 23.222,17 euro, ritenuta provata di truffa aggravata ai danni dello Stato.
Il sistema illecito
L’indagine ha rivelato un sofisticato meccanismo di corruzione che coinvolgeva l’esecuzione “pilotata” di visite ispettive da parte dell’ASP presso i laboratori scientifici dell’università. Nonostante le precarie condizioni dei laboratori, le ispezioni venivano sistematicamente concluse con esiti positivi, consentendo l’erogazione di finanziamenti pubblici per progetti di ricerca del valore complessivo di circa 2 milioni di euro.
Secondo gli inquirenti, l’intervento dei dirigenti ASP era indispensabile per evitare la chiusura dei laboratori, che avrebbe comportato il blocco dei fondi ministeriali e pesanti sanzioni amministrative.
Favoriti e corruzione
Tra i casi più eclatanti, emergono presunte manipolazioni nelle graduatorie di concorsi pubblici dell’Università Magna Graecia, finalizzate a favorire la figlia di un dirigente dell’ASP. Inoltre, un veterinario dell’ASP, in cambio di incarichi di docenza illecitamente ottenuta, avrebbe garantito esiti favorevoli alle ispezioni, incassando somme significative come prezzo della corruzione.
Sperimentazioni e maltrattamenti sugli animali
Le attività di ricerca condotte nei laboratori oggetto d’indagine avrebbero violato le normative sul benessere animale, con gravi episodi di maltrattamento e l’uccisione non autorizzata di animali da laboratorio. È emerso anche l’utilizzo di un allevamento abusivo per alimentare le attività sperimentali, falsando i risultati delle ricerche.
Il quadro accusatorio
Le complesse investigazioni hanno delineato un rapporto di reciproci favoritismi tra i vertici degli enti coinvolti. Tuttavia, le accuse dovranno essere confermate nel corso del processo, rispettando il principio di presunzione d’innocenza.
L’operazione della Guardia di Finanza rappresenta un duro colpo al sistema di gestione della ricerca e della sanità pubblica nella provincia di Catanzaro, sollevando interrogativi sulla trasparenza e l’integrità delle istituzioni coinvolte.
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