Il pasticciaccio dei lap. Avevano festeggiato insieme agli altri colleghi, pensando di poter passare, finalmente, un Natale tranquillo dopo anni e anni di precariato, senza tutele, senza certezza alcuna. Quella bottiglia stappata davanti il piazzale dell’azienda era un po’ una liberazione dopo le rassicurazioni arrivate nelle ore precedenti: “Nessuno resterà fuori, anche i lap verranno reimpiegati”. Poco dopo, però, per gli ex lavoratori a progetto della Abramo Customer care è arrivata la doccia fredda: “Se ne riparlerà più in là”, recitava sostanzialmente un comunicato inviato in maniera congiunta dai sindacati. E nessuno, da quel giorno, gli ha fatto sapere più nulla. A Crotone sono circa un centinaio, che vivono ancora nell’angoscia e nell’incertezza. Perché tra le chat e qualche frase detta a mezza bocca qualche dettaglio fuori è uscito e non è certo positivo. “Potrebbero essere richiamati a fare i lap”. Sostanzialmente, per loro, non cambierebbe nulla. Ma se prima qualcuno aveva continuato ad autorizzare contratti a progetto, anche quando l’azienda stava colando a picco ed era evidente che di quel famoso progetto non era rimasto più nulla, facendo finta di nulla perché, probabilmente, si aveva la matematica certezza che in quel periodo così delicato nessuno avrebbe osato protestare, adesso il discorso è decisamente diverso.
Per un semplice motivo, che probabilmente a molti sfugge: sul tavolo sono stati messi ben 25 milioni di euro di fondi pubblici, la maggior parte proveniente dalle casse della Regione Calabria. E con tutta questa montagna di denaro non è accettabile far passare – ancora – forme di lavoro che ledono la dignità dei lavoratori, nonostante lo Stato continui a ritenerle valide senza logica alcuna. Gente che firma contratti mensili da 16 anni, che non ha mai avuto diritto ad assentarsi per malattia, non maturava ferie e tredicesima, coppie di coniugi che speravano di non ammalarsi insieme per perdere giornate di lavoro insieme e trovarsi in difficoltà il mese successivo.
Da quello che abbiamo potuto apprendere nei prossimi giorni, o addirittura nelle prossime ore, si dovrebbe tenere un incontro in Regione per discutere della questione.
Certo è che questi lavoratori, ancora una volta, non sono stati trattati al pari degli altri. E non sono stati neanche tutelati da nessuno, visto che da quel giorno, almeno pubblicamente, nessuno si è interessato alla questione. Né dal punto di vista sindacale, né politico.
Eppure questa vicenda è cruciale: un’operazione così importante condotta in primis dal governatore Roberto Occhiuto, giustamente osannato dai lavoratori, rischia di trasformarsi in una incompiuta per questi cento lavoratori crotonesi. Lavoratori calabresi, che ovviamente pagano le tasse e che quindi contribuiscono alle casse dell’ente.
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