Crotone,

Appello Insula, il pm Curcio insiste: chiesti 6 anni per Carolina Girasole, assolta in primo grado

Richiesta di condanna per tutti al processo d’Appello Insula, esattamente come era avvenuto in primo grado.

Il pm Salvatore Curcio ha praticamente confermato le richieste fatte in primo grado.

Curcio ha chiesto alla Corte d’Appello di Catanzaro una condanna a 6 anni di reclusione per l’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole (stessa richiesta in primo grado, poi assolta), 5 anni e sei mesi per il marito Francesco Pugliese (sei anni in primo grado, poi assolto).

La requisitoria del pm Curcio si è concentrata soprattutto sulla figura dell’ex sindaco Carolina Girasole. Dopo aver dedicato una ventina di minuti agli altri imputati il resto della discussione (un’ora e mezza in tutto) la pubblica accusa l’ha dedicata a Carolina Girasole.

Stessa richiesta di primo grado (5 anni) per l’ex assessore comunale all’agricoltura Domenico Battigaglia (assolto in primo grado).

Diversa la richiesta per Antonio Calabretta per il quale Curcio ha chiesto una condanna a 4 anni di reclusione, mentre in primo grado la richiesta era stata di 5 anni.

Le richieste di pena più pesanti, esattamente come in primo grado, sono state per il boss Nicola Arena (14 anni come in primo grado) e 12 anni per il figlio Pasquale (chiesti 14 anni in primo grado), mentre per l’altro figlio, Massimo, è stato chiesto il non luogo a procedere perché deceduto nei mesi scorsi.

Per Francesco Ponissa la richiesta è stata di 12 anni di reclusione (14 era la richiesta in primo grado).

Stessa richiesta di condanna sia in primo grado che in appello, ovvero 4 anni di reclusione, per gli imprenditori Antonio De Meco, Antonio Guarino e Paolo Lentini.

Nel processo di primo grado, dall’accusa di voto di scambio politico-mafioso, turbativa d’asta e abuso d’ufficio, furono assolti perché il fatto non sussiste e per non aver commesso il reato, Carolina Girasole e il marito Franco Pugliese.

Dall’accusa di turbativa d’asta furono assolti anche Battigaglia e Calabretta. Così come vennero assolti dall’accusa di voto di scambio anche Nicola e Pasquale Arena. Per le contestazioni dei reati di abuso d’ufficio e turbativa in primo grado sono stati assolti anche Pasquale Arena e Paolo Lentini, mentre sono stati condannati a 3 anni e sei mesi ciascuno il boss Nicola Arena e gli imprenditori Antonio De Meco e Antonio Guarino. Dall’accusa di associazione mafiosa sono stati assolti Nicola Arena e i figli Massimo e Pasquale, così come Francesco Ponissa che però è stato condannato a quattro anni di reclusione per estorsione, ma assolto dal reato di usura.

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