Crotone, 
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Aggressione in Cardiologia, l’Ordine dei Medici: “Serve una svolta sulla sicurezza dei sanitari”

Ferma condanna e profonda preoccupazione per l’ennesimo episodio di violenza ai danni di un medico in servizio. A esprimerle è l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Crotone, che prende posizione dopo la grave aggressione avvenuta nella serata del 5 febbraio all’interno del Presidio Ospedaliero di Crotone.

Intorno alle 21.30, nel reparto di Cardiologia (UTIC), il cardiologo Antonio Sulla è stato vittima di un’aggressione fisica e di minacce verbali da parte dei familiari di un paziente ricoverato. Un episodio definito dall’Ordine “mortificante, gratuito e del tutto immotivato”, che ha scosso l’intera comunità sanitaria del territorio.

Secondo quanto ricostruito, l’accaduto sarebbe scaturito da difficoltà di comunicazione, nonostante al paziente fossero state garantite, in più momenti, delicate procedure salvavita concluse con esito clinico positivo e con il coinvolgimento di diverse professionalità e unità operative ospedaliere.

L’Ordine dei Medici esprime indignazione ma soprattutto forte allarme per una escalation di violenza che colpisce ormai indistintamente medici, infermieri e operatori sanitari. Un fenomeno che persiste nonostante l’inasprimento del quadro normativo: dalle sanzioni previste dalla Legge n. 113 del 2020 fino alle più recenti disposizioni introdotte dalla Legge n. 171 del 2024, che prevedono anche l’arresto in flagranza – seppur differita – e la procedibilità d’ufficio per chi aggredisce personale o strutture sanitarie durante l’attività professionale. Provvedimenti fortemente sostenuti dalla FNOMCeO e dagli Ordini provinciali.

I numeri confermano la gravità del problema: oltre 25 mila aggressioni a medici e infermieri registrate nel 2024, con un ulteriore incremento del 37% già nel primo trimestre del 2025. Un dato che descrive un fenomeno di malcostume diffuso, particolarmente accentuato nel Mezzogiorno, e spesso alimentato da contesti organizzativi complessi e da croniche carenze di personale.

Secondo recenti rilevazioni, oltre l’84% degli italiani considera le aggressioni ai medici una vera emergenza nazionale. Episodi che non solo mettono a rischio l’incolumità fisica e psicologica dei professionisti, ma incidono direttamente sulla capacità del sistema sanitario di garantire continuità assistenziale, aggravando le difficoltà nella copertura dei turni e alimentando il fenomeno della fuga dalla sanità pubblica.

Per l’Ordine dei Medici di Crotone è ormai indispensabile un impegno condiviso e strutturato da parte di istituzioni, politica, amministrazioni e rappresentanze professionali, affinché la tutela di chi opera quotidianamente per la salute dei cittadini diventi una priorità concreta e non più rinviabile.

Nel ribadire la piena solidarietà al collega coinvolto e la ferma condanna dell’accaduto, l’Ordine conferma il proprio impegno nelle attività di sensibilizzazione e prevenzione: dal rafforzamento del rapporto medico-paziente alla promozione della cultura del rispetto dei ruoli, fino al monitoraggio costante del fenomeno.

Un percorso che va avanti da oltre dieci anni anche attraverso convegni di rilievo nazionale, che hanno visto la partecipazione delle massime rappresentanze istituzionali e professionali, a partire dal presidente nazionale Filippo Anelli, da sempre impegnato sul tema della sicurezza degli operatori sanitari.

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