Crotone,

Lettera, Vito Vona: “Chiedo scusa a quei medici ai quali non ho creduto. L’ospedale di Crotone è fatto di grandi professionisti”

Vito Vona

Riceviamo e pubblichiamo

“Ero diffidente e sfiduciato ogni volta che dovevo rivolgermi all’ospedale di Crotone perché se ne erano sentite tante. Poi un giorno sentii che era arrivato un bravo medico, un medico con un sacco di interventi alle spalle, un medico che veniva da Roma, e allora mi sono fidato. Potevo andare tranquillo, altri chirurghi del reparto erano titubanti alla decisione presa da quel medico. Io non li consideravo proprio, anzi li deridevo pure… “ma che dicono questi, vogliono saperne più del luminare?”.

Prima dell’atto operatorio altri medici volevano farmi ancora diversi tipi di esami con nomi stranissimi, poi ci fu l’intervento e tutto precipitò. Al primo ne seguì un secondo e un terzo intervento… tanti e tanti mesi passati su un divano, pensando e credendo che tutto quello che mi era successo era normale, quando poi, un giorno, consultati alcuni specialisti del nord, risentii di nuovo quei termini che avevo sentito dire ai chirurghi che erano contrari a fare la prima operazione; quei chirurghi che io credevo incompetenti, quei chirurghi che il “luminare” voleva fare passare per incompetenti…

Con carte alla mano, quando puntai il dito contro il “luminare” che mi causò tutto il calvario che sto vivendo, non ho trovato un “scusa, mi dispiace”, ma invece ho trovato “io non ci posso fare niente, indietro non si può tornare; sono stati altri dottori che mi hanno spinto a farlo!!”.

Successivamente lo stesso “luminare” che mi ha causato tutto ciò, si divertiva a condividere ad arte articoli di giornali, che forse lui stesso ispirava, che screditavano e schernivano il mio stato di salute, e continuava a infangare l’ospedale, ignorando quanto ci fosse a suo carico e facendoli passare per complotti studiati apposta sulla sua persona.

Per esperienza personale oggi mi rivolgo quotidianamente all’ospedale di Crotone e ogni volta che entro, in qualsiasi reparto io vada, mi accolgono con il rispetto che si deve ad un paziente. Nonostante tutto quello che sto vivendo, ho provato a cercare i chirurghi che allora volevano impedire il mio intervento ma, come detto, li trattavo erroneamente come incompetenti, perché mi era stato fatto credere così. Quei dottori non sono riuscito a trovarli perché, chi per dimissioni chi per trasferimento chi per pensionamento, non ci sono più.

E se adesso state leggendo questo mio scritto, vi chiedo pubblicamente scusa.

Anche se le colpe le sto pagando in pieno io e credo di aver capito la lezione, ma ho constatato anche che nel nostro ospedale di Crotone lavora gente professionista e lavorano davvero con scienza e coscienza, e soprattutto nel silenzio e nell’umiltà, consapevoli del fatto che si può sbagliare, ma si può e si deve migliorare.

Ci sono reparti con dottori, infermieri e operatori sociosanitari davvero speciali: c’è il reparto di Gastroenterologia con tutta la sua equipe straordinaria; c’è il reparto di Rianimazione e Terapia del dolore con tutta la sua equipe, ma in particolare con il mio angioletto la dottoressa Marisa Piccirillo e gli infermieri a cominciare da Andrea Orlando e tanti, tanti altri di cui non ricordo il nome; c’è il reparto di Medicina d’Urgenza, il reparto di Oncologia, il reparto di Neonatologia con la Tin per chi nasce prematuro, il reparto di Ginecologia, il reparto di Cardiologia, tutti all’avanguardia ed efficienti. Il mio grazie a loro, allo psichiatra dott. Paolo Sesti, alla psicologa dottoressa Laino.

Purtroppo mi sono dovuto ricredere proprio facendo questo percorso, la malasanità esiste ovunque: nord e sud, ma la vera malasanità provata sulla mia pelle non è stato uno stomaco “sano” che non andava rimosso, la vera malasanità è la presunzione e l’arroganza che ho riscontrato in quel “luminare” della chirurgia, capace di vantarsi sui social per il gran numero di interventi eseguiti. Ma in quei numeri c’erano solo interventi riusciti oppure altro, dolore e lacrime.

Io ho 38 anni e sono nato qui, nella mia terra, e parlando anche con gente più anziana, ho scoperto che nel nostro piccolo ma prezioso ospedale, una cosa del genere non si era mai vista e sentita.

Perizie medico-legali di parte, perizie medico legali istituzionali e ispezioni ministeriali parlano la stessa lingua, ma lui è ancora lì. È stato smantellato un intero reparto, mentre sui social ci si vantava dei collaboratori poi chiamati, invece, incompetenti, nani e balbuzienti.

Con tutti questi anni d’ospedale che mi sto facendo non ho la presunzione di essere diventato un medico, ma credo di aver imparato a saper riconoscere chi ha bisogno di aiuto e supporto.

Abbiamo bisogno di curarci con la pace che meritiamo. Da paziente dico e pretendo silenzio, umiltà, scienza e soprattutto coscienza da parte dei medici, non spavalderia e chiasso come ha fatto fin ad ora il “luminare”, come gli piace essere chiamato”.

Vito Vona

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