Un freno all’arrivo dei rifiuti pericolosi da fuori regione e un’accelerazione sulle bonifiche ambientali: sono queste le due direttrici d’intervento evidenziate dal Commissario Straordinario per le bonifiche nel SIN di Crotone–Cassano–Cerchiara, Emilio Errigo, che torna a sollecitare un intervento normativo da parte del Consiglio Regionale della Calabria. Secondo Errigo, infatti, solo una legge regionale potrà sospendere, per motivi urgenti e temporanei, l’afflusso in Calabria di rifiuti speciali pericolosi provenienti da altre regioni italiane. Un’esigenza che trova riscontro anche nella situazione di Crotone, dove nel cantiere delle discariche fronte mare sono già state rimosse circa 5.000 tonnellate di rifiuti frammisti, trasportate in sicurezza nei depositi D15 di Eni Rewind S.p.A. per le necessarie operazioni di caratterizzazione e classificazione.
Ma il lavoro è solo all’inizio. Secondo le stime, saranno oltre 500.000 le tonnellate di rifiuti non pericolosi da trasferire fuori regione, mentre 360.000 tonnellate di rifiuti pericolosi restano ancora da gestire. Di queste, circa 45.000 tonnellate sono destinate alla Svezia, ma rimane da stabilire la destinazione per le oltre 310.000 tonnellate residue, escluse quelle contenenti Tenorm e amianto. Proprio queste ultime – circa 160.000 tonnellate, di cui 112.000 con amianto – saranno oggetto di un nuovo iter operativo per la rimozione, subordinato ad autorizzazione prefettizia. Un intervento ritenuto “storico”, che segna un avanzamento concreto nella messa in sicurezza del sito crotonese e nella tutela della salute pubblica.
Nel frattempo, è in corso la progettazione di nuove azioni di bonifica, previste nel Piano Interventi 2024-2026. I prossimi cantieri interesseranno sia l’area marittima tra il Porto di Crotone, il fiume Esaro e il torrente Passovecchio, sia le aree pubbliche a terra comprese nel SIN, dove si procederà alla rimozione dei CIC o alla messa in sicurezza permanente. Tutte le attività sono svolte nel rispetto del DPCM del 14 settembre 2023, sotto il coordinamento congiunto di MASE, ISPRA, ISS, ISIN, Sogesid, Arpacal, Regione Calabria, Provincia e Comune di Crotone. Un impegno corale che punta non solo a risanare, ma anche a valorizzare in chiave sostenibile le aree compromesse del territorio.
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