Isola Capo Rizzuto,

Prociv Isola Capo Rizzuto, chiusura del progetto Lab31 con i messaggi di Mattarella e Sassoli

Il gruppo Prociv di Lab31

Manifestazione di chiusura di Lab31 con il saluto del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, e il video messaggio del presidente del Parlamento Europeo David Sassoli.

Si è tenuta a Le Castella di Isola Capo Rizzuto, la manifestazione di chiusura del progetto europeo “Lab31” (It’s time to play – è tempo di giocare), che ha riguardato sette paesi della Comunità europea che hanno operato sull’inclusione sociale di minori migranti e loro coetanei dei vari Paesi. Otto progetti di cui solo uno in Italia e per il quale capofila è stata la Prociv – Isola di Capo Rizzuto (Italia).

Il saluto delle istituzioni, oltre alla lettera di Mattarella e al video messaggio di Sassoli, sono stati portati dal prefetto Domenico Mannino, in qualità di commissario del Comune di Isola Capo Rizzuto, Manuela Currà, capo di Gabinetto della Prefettura di Crotone, e Francesco Notaro responsabile servizi sociali del Comune di Isola.

La manifestazione è iniziata con l’esposizione dei progetti da parte di:

Prociv – “It’s time to play” – Isola di Capo Rizzuto (Italia)

OPU – Organizace Pro Pomoc Uprchlikum Z.S (Repubblica Ceca)

Asociacion Cazalla Intercultural (Spagna)

Pluralis asbl (Association no profit), Rixensart – Bruxelles (Belgio)

Organizatia Salvati Copiii (Save the Children Romania)

KISA – Action for Equality, Support, Antiracism (Cipro)

CPAS – Comune di Forest (Belgio).

Non ha fatto mancare il loro contributo anche RareStudio Itd – Liverpool (Inghilterra) i cui membri non hanno potuto prendere parte all’incontro finale di Le Castella.

Ad introdurre la manifestazione di chiusura dei progetti il “Contesto socio – economico e implementazione del Progetto Pilota Lab31”.

Grande interesse ha destato la seconda parte della mattinata nella quale si è tenuta una tavola rotonda sui temi del progetto Lab31 alla quale hanno dato il loro contributo Angela Robbe, assessore al Lavoro e Welfare Regione Calabria, Orlando Amodeo, Direttore Sanitario Polizia di Stato, Pino De Lucia Lumeno responsabile immigrazione Legacoop Calabria, e Pasquale Colurcio direttore Cara Croce Rossa.

Interventi apprezzati dalla platea e dagli ospiti stranieri che hanno potuto apprezzare le testimonianze di chi opera direttamente al momento dell’arrivo dei migranti e soprattutto dei migranti minori, compresi quelli non accompagnati.

La tavola rotonda si è conclusa con la proiezione, in anteprima nazionale, del documentario “Play with me” di Alfea Cinematrografica – Pisa, che ha raccontato attraverso immagini e interviste i progetti realizzati nei vari Paesi della Comunità europea, ma soprattutto dando voce ai sogni e al gioco dei bambini che hanno preso parte ai progetti.

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Prociv di Isola Capo Rizzuto, Anselmo Rizzo, non solo per la realizzazione del progetto, ma anche per i risultati raggiunti.

Lab31 –

Imparare e crescere giocando. Incentivare l’integrazione dei minori stranieri attraverso l’attività ludica. Questi sono gli scopi del progetto europeo Lab31 (It’s time to play – è tempo di giocare) di cui è capofila la Prociv Arci di Isola Capo Rizzuto.

Il progetto si prefigge lo scopo di sviluppare la partecipazione di minori stranieri, comprendendo anche quelli non accompagnati, nella vita culturale e sociale della comunità che li accoglie, con iniziative ludiche e culturali interagendo con la popolazione locale. Lab31 fornisce un modello innovativo di integrazione dei minori stranieri, facendo perno sulla loro partecipazione attiva attraverso il gioco.

Lab 31 (Encourager l’Intégration des mineurs étrangers à travers le Jeu – Incentivare l’integrazione dei minori stranieri attraverso il gioco) è un progetto presentato dalla Prociv Arci di Isola Capo Rizzuto come ente capofila e approvato dalla European Commission – Directorate General Migration and Home Affairs – responsabile della politica UE su migrazione e affari interni.

Le azioni del progetto prevedono l’individuazione di buone pratiche e di una metodologia comune che porti ad un approccio alternativo all’integrazione dei minori stranieri (accompagnati e non accompagnati) con giovani del luogo, attraverso una serie di attività ludiche e culturali.

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