A Petilia Policastro si rinnova una delle tradizioni religiose più sentite del territorio: il “Calvario” al Santuario della Santa Spina, che nel 2026 celebra il 194° anniversario. L’iniziativa è promossa dal Comune di Petilia Policastro, insieme al gruppo Natess, alla Famiglia Mariana “Le 5 Pietre” e agli Ardorini, e rappresenta uno degli appuntamenti più significativi della tradizione spirituale e culturale della comunità petilina. L’evento è legato alla venerazione della Sacra Reliquia della Santa Spina, custodita a Petilia dal 22 agosto 1523 e tradizionalmente collegata alla corona di spine di Cristo. Una reliquia che negli ultimi anni ha rafforzato l’identità religiosa della città, tanto che dal 2023, in occasione del cinquecentenario del suo arrivo, Petilia Policastro è riconosciuta come “Città della Santa Spina”.
La manifestazione affonda le proprie radici nella storia. Il rito del Calvario nacque infatti l’8 marzo 1832, dopo il devastante terremoto che colpì Petilia Policastro e l’intera provincia di Crotone. In quel contesto di dolore e distruzione, la comunità scelse di esprimere la propria fede attraverso un gesto simbolico: assimilare la sofferenza collettiva alla Passione di Cristo. Da allora il Calvario è diventato un appuntamento annuale, un cammino di devozione che si tramanda da quasi due secoli.
Il rito si svolge presso il Santuario della Santa Spina, immerso nel verde del Parco Nazionale della Sila, a circa 600 metri di altitudine. Il luogo sacro, le cui origini risalgono al XIII secolo, domina la vallata ed è stato nel tempo dimora di diversi ordini religiosi, tra cui Certosini, Francescani e frati Osservanti. Negli ultimi anni il Santuario è diventato anche meta di pellegrinaggi e turismo religioso. Nel febbraio 2024 il percorso che conduce al luogo di culto – attraversando l’antico tratturo naturalistico con il ponte cinquecentesco sul fiume Soleo – è stato infatti riconosciuto dal Ministero del Turismo come “Cammino della Santa Spina”, entrando ufficialmente nella rete dei Cammini Religiosi Italiani e nel Catalogo regionale.
Il cammino ha inoltre ricevuto apprezzamenti durante la fiera nazionale del turismo responsabile “Fa’ la cosa giusta”, svoltasi a Milano-Rho nel marzo 2025, contribuendo a valorizzare le ricchezze culturali e spirituali dell’area silana. Il momento centrale della manifestazione sarà venerdì 13 marzo. La giornata inizierà alle 8:30 con la Santa Messa nella Chiesa di San Francesco di Paola, seguita dalla lettura della prima stazione della Via Crucis e dalla partenza del corteo processionale guidato dai battistrada.
La suggestiva sfilata delle Croci attraverserà le principali vie della città. Protagonisti dodici figuranti che rappresentano gli apostoli: indosseranno sai viola penitenziali, con il volto coperto e una corona di spine sul capo, portando sulle spalle croci nere. Nove di loro procederanno lentamente lungo il percorso, mentre Giovanni e Pietro accompagneranno la figura del Cristo vestito di rosso, curvo sotto il peso di una grande croce, in un cammino di circa cinque chilometri verso il Santuario. L’arrivo è previsto intorno alle 12, quando nel Santuario gremito di fedeli sarà celebrata la concelebrazione eucaristica presieduta da Monsignor Alberto Torriani, arcivescovo di Crotone-Santa Severina. Successivamente il corteo proseguirà verso l’oratorio vicino, dove sarà custodita la reliquia.
Il programma proseguirà sabato 14 marzo con la Giornata di Ringraziamento. Alle 17, nella Chiesa di San Francesco, sarà celebrata una Santa Messa alla presenza di tutti i figuranti del Calvario, durante la quale verranno consegnati riconoscimenti a cittadini che si sono distinti per il loro impegno nella comunità. In serata, in collaborazione con la Pro Loco, si terrà in piazza Filottete la tradizionale Festa degli emigrati, con musica, balli e degustazioni di piatti tipici della tradizione petilina.
Per il sindaco Simone Saporito, il Calvario rappresenta molto più di una semplice celebrazione religiosa. «Si tratta di un evento che rafforza l’identità della nostra comunità – sottolinea l’Amministrazione comunale – e che unisce devozione secolare e nuove opportunità di promozione turistica e culturale per la nostra città nel cuore della Sila».
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