Agricoltura sostenibile, comunità, nuove economie locali e futuro delle aree interne. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Storie che cambiano il Sud: la terra che genera futuro”, ospitato giovedì 7 maggio negli spazi del Muzé di Pallagorio.
L’appuntamento, promosso da Fili Meridiani in collaborazione con Muzé nell’ambito del format “Voci d’Autore al Muzé”, ha registrato una significativa partecipazione di pubblico, trasformandosi in un momento di confronto aperto sulle potenzialità dei territori meridionali e sulle esperienze capaci di generare sviluppo partendo dalle risorse locali.
Al centro della serata la storia di Mulinum, raccontata dal fondatore Stefano Caccavari. Nato nel 2016 a San Floro attraverso una campagna di crowdfunding popolare, il progetto è cresciuto nel tempo fino a diventare un modello di impresa legato alla filiera del grano, al recupero della terra e a un’idea di economia partecipata, radicata nel territorio e nelle comunità.
Insieme a Caccavari sono intervenuti Carmine Renzo, socio Mulinum, Roberto Tesoriere, presidente di Ambasciatori di Calabria, e Alessandro Frontera, guida ambientale escursionistica e storyteller di Fili Meridiani. Attraverso le loro testimonianze, il dibattito ha toccato il tema del racconto dei luoghi, dell’identità culturale del Sud e della necessità di costruire reti capaci di valorizzare le aree interne.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche di ritorno alla terra, imprenditorialità giovanile, sostenibilità e possibilità concrete di trasformare difficoltà e marginalità in occasioni di crescita condivisa.
«Questi incontri nascono dal desiderio di creare connessioni reali tra esperienze, persone e territori – ha dichiarato Alessandro Frontera –. Raccontare storie come quella di Mulinum significa dimostrare che anche nei piccoli centri del Sud possono nascere idee capaci di generare cambiamento, identità e nuove prospettive. C’è bisogno di visioni, ma soprattutto di comunità che scelgano di credere nelle proprie radici e nel valore della propria terra».
Particolarmente partecipato anche l’intervento di Carmine Renzo, che ha rivolto un messaggio soprattutto ai più giovani, invitandoli a guardare alle esperienze virtuose come stimolo per immaginare nuovi percorsi di sviluppo. «Sarebbe bello e auspicabile che qualche giovane, ma anche meno giovane, si sentisse stimolato e prendesse esempio da esperienze come questa per difendere e recuperare anche il nostro bellissimo territorio – ha affermato –. Sognare non costa niente, provarci può aprire possibilità di successo; la staticità e l’immobilismo, invece, non portano da nessuna parte».
La serata ha confermato il ruolo del Muzé come spazio culturale aperto al dialogo e alla condivisione, capace di mettere in relazione persone, idee ed esperienze. Il percorso di “Voci d’Autore al Muzé” prosegue così con l’obiettivo di raccontare storie legate al territorio e di alimentare nuove occasioni di partecipazione e riflessione collettiva.
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