Trent’anni di attività nel campo della riabilitazione, della cura e della ricerca. L’Istituto S. Anna ha celebrato il proprio trentesimo anniversario con una giornata ospitata a Borgo Saverona, a Cirò Marina, che ha riunito rappresentanti del mondo sanitario, scientifico, accademico e istituzionale.
L’appuntamento è stato l’occasione per ripercorrere la storia della Casa di Cura e, allo stesso tempo, approfondire le nuove prospettive della riabilitazione, con particolare attenzione alla continuità assistenziale, alla robotica e all’impiego delle nuove tecnologie.
Tra i presenti anche il sindaco di Crotone Vincenzo Voce, il vicesindaco Sandro Cretella, il rettore dell’Università Magna Græcia di Catanzaro Giovanni Cuda e il presidente dell’Ordine dei Medici di Crotone Enrico Ciliberto.
Le origini del progetto risalgono al 1972, quando l’avvocato crotonese Ezio Pugliese e la moglie Maria Arena avviarono una scuola dedicata al sostegno dei ragazzi in difficoltà. Un’esperienza dalla quale, negli anni successivi, prese forma il percorso che avrebbe condotto alla nascita dell’attuale struttura.
Nel 1996 Giovanni Pugliese e Pina Pirozzi, con la guida del professor Giuliano Dolce, diedero infatti vita a un istituto specializzato nella neuroriabilitazione. Da allora la struttura ha progressivamente ampliato le proprie attività, con l’apertura di una seconda sede e investimenti nella ricerca e nelle tecnologie applicate alla cura.
Oggi la Casa di Cura, guidata dall’amministratore unico Giovanni Pugliese, dal direttore generale Pina Pirozzi e da Maria Elena Pugliese, opera nella presa in carico di pazienti con bisogni riabilitativi complessi.
La parte scientifica della giornata si è aperta con la presentazione del modello clinico e organizzativo dell’Istituto da parte delle responsabili delle unità operative Lucia F. Lucca, Maria Quintieri e Maria G. Raso.
Al centro il modello del “Continuum Terapeutico”, basato sull’accompagnamento del paziente lungo le diverse fasi del percorso riabilitativo, dalla presa in carico fino al recupero dell’autonomia e al ritorno alla quotidianità. Un’impostazione applicata anche al servizio Oberon, dedicato all’assistenza domiciliare di terzo livello attraverso strumenti di telemedicina.
Il professor Alberto Pilotto ha quindi approfondito il ruolo delle tecnologie integrate nella continuità assistenziale.
Due le tavole rotonde che hanno caratterizzato il confronto. La prima, coordinata dal professor Mauro Zampolini, si è concentrata sull’integrazione tra ospedale e territorio e sulla riorganizzazione dei percorsi assistenziali, con la partecipazione di professionisti ed esperti del settore.
La seconda, coordinata dal professor Antonio Ammendolia, è stata dedicata invece alla robotica e alle tecnologie avanzate applicate alla riabilitazione e alla cura della persona.
A chiudere i lavori scientifici è stato il professor Pierluigi Nicotera, intervenuto sui progressi della ricerca e sulle nuove prospettive nello studio delle patologie neurodegenerative.
Dal confronto è emersa in particolare l’importanza dell’integrazione tra competenze cliniche, ricerca scientifica e innovazione tecnologica, insieme alla necessità di mantenere il paziente al centro dei percorsi di assistenza.
La giornata dedicata ai trent’anni dell’Istituto S. Anna si è conclusa con un momento conviviale a Borgo Saverona, con una cena e musica dal vivo che hanno coinvolto dipendenti, collaboratori e ospiti della Casa di Cura.
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