Un importante risultato per la tutela della biodiversità costiera è stato raggiunto lungo il litorale nord crotonese, dove nella mattinata di sabato 4 luglio è stato effettuato l’inanellamento scientifico di una femmina adulta di fratino, il piccolo uccello limicolo che nidifica direttamente sulla sabbia e che oggi rappresenta una delle specie più fragili e minacciate degli ambienti costieri.
L’attività ha visto protagonisti i soci del Circolo per l’Ambiente Ibis ODV, guidati dall’ornitologo di ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Mario Pucci. La femmina appartiene alla coppia di fratini che sta nidificando sulla costa nord di Crotone, dove al momento sono presenti due uova costantemente monitorate dai volontari dell’associazione.
La storia di questo intervento è iniziata alcuni giorni prima, durante le consuete attività di controllo del litorale. A individuare il nido è stato Christian Greco, socio del Circolo Ibis, che ha immediatamente segnalato la presenza della coppia. Da quel momento i volontari si sono attivati per delimitare e mettere in sicurezza l’area, proteggendo il sito durante una fase particolarmente delicata della riproduzione.
Alla sorveglianza del nido contribuisce anche la Guardia Costiera di Crotone, grazie alla sensibilità dimostrata dal comandante Domenico Morello verso le tematiche ambientali e la tutela della fauna selvatica.
Durante l’inanellamento, la femmina adulta è stata chiamata “Matilde”, nome scelto dai volontari del Circolo Ibis in omaggio alla nipotina del signor Amodeo, proprietario e custode del terreno in cui si trova il nido. La famiglia Amodeo ha collaborato fin dal primo momento alla protezione dell’area, consentendo a volontari e ricercatori di operare nelle migliori condizioni. Un gesto che il Circolo ha voluto riconoscere simbolicamente, sottolineando il valore della collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni nella difesa del patrimonio naturale.
L’inanellamento ha una rilevante finalità scientifica. Il piccolo anello identificativo applicato all’esemplare permetterà di monitorare nel tempo gli spostamenti di Matilde, ricostruirne eventuali rotte migratorie, verificare un possibile ritorno negli anni successivi sullo stesso sito di nidificazione e raccogliere dati preziosi sul comportamento e sul successo riproduttivo della specie.
L’intervento si inserisce nel quadro del progetto europeo LIFE ALEXANDRO, che si svilupperà nel periodo 2026-2030 con l’obiettivo di contrastare il declino del fratino e tutelare gli habitat dunali in cui la specie si riproduce. Il progetto coinvolge Italia e Croazia e punta a promuovere un modello di turismo sostenibile, capace di conciliare la fruizione delle spiagge con la conservazione della biodiversità.
Il fratino depone le uova in una semplice depressione nella sabbia, spesso perfettamente mimetizzata tra conchiglie, piccoli detriti naturali e vegetazione costiera. Proprio questa caratteristica, fondamentale per la sua sopravvivenza, lo espone però a numerosi rischi: il calpestio, la pulizia meccanica delle spiagge, il passaggio di mezzi motorizzati, i cani lasciati liberi e il disturbo provocato dalla presenza umana.
La sua presenza è considerata un indicatore importante dello stato di salute degli ecosistemi costieri. I dati più recenti disponibili, relativi al biennio 2021-2022, stimano in Italia circa 500 coppie nidificanti, a fronte delle oltre 2.000 censite appena quindici anni fa. Un calo significativo, legato soprattutto alla perdita progressiva degli habitat naturali e a una gestione delle coste spesso orientata prevalentemente alla fruizione turistica.
Per questo LIFE ALEXANDRO prevede diverse azioni: protezione dei siti di nidificazione, sorveglianza dei nidi, recupero degli ambienti dunali, coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche e degli operatori turistici, oltre a campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini.
“Il fratino ci insegna che la tutela della biodiversità non può prescindere dalla salvaguardia degli habitat costieri e marini”, dichiara il presidente del Circolo per l’Ambiente Ibis, Girolamo Parretta. “Le dune, le spiagge naturali e gli ecosistemi del nostro litorale sono ambienti straordinari ma estremamente fragili, che meritano rispetto e una gestione attenta. Proteggere il fratino significa difendere un intero patrimonio naturale, preservando gli equilibri ecologici che garantiscono la sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali e la qualità ambientale delle nostre coste”.
Parretta ha poi rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato: “Desidero ringraziare il nostro socio Christian Greco, che con attenzione e competenza ha individuato il nido, l’ornitologo Mario Pucci di ISPRA per la professionalità con cui ha svolto l’inanellamento, il signor Amodeo e la sua famiglia per la sensibilità dimostrata nel proteggere il sito e il comandante Domenico Morello con tutto il personale della Guardia Costiera di Crotone, che ancora una volta hanno dimostrato grande attenzione verso la tutela dell’ambiente e della fauna selvatica”.
Il presidente del Circolo Ibis ha infine lanciato un appello alla cittadinanza: “Ognuno di noi può fare la differenza con piccoli gesti: rispettare le aree delimitate, non calpestare le dune, tenere i cani al guinzaglio e contribuire alla tutela degli habitat naturali. Solo attraverso una collaborazione tra cittadini, istituzioni, associazioni e operatori del territorio potremo consegnare alle future generazioni spiagge vive, ricche di biodiversità e ancora capaci di ospitare specie preziose come il fratino”.
Per il Circolo per l’Ambiente Ibis questo risultato assume un valore ancora più significativo, poiché nel 2026 l’associazione celebra 45 anni di attività al servizio dell’ambiente, della fauna selvatica e della biodiversità. Un percorso fatto di volontariato, impegno e passione, che continua a tradursi in azioni concrete per la tutela del patrimonio naturale del territorio crotonese.
L’inanellamento di Matilde non rappresenta dunque soltanto un’attività scientifica, ma il simbolo di una collaborazione virtuosa tra ricerca, associazionismo, istituzioni e cittadini. L’auspicio è che questa femmina possa tornare anche nei prossimi anni sulle coste crotonesi, contribuendo alla nascita di nuove generazioni di fratini e alla sopravvivenza di una delle specie più preziose e vulnerabili del Mediterraneo.
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