Crotone, 
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Avvistata la Caravella portoghese nelle acque italiane: attenzione anche sulle coste crotonesi

Dopo la recente segnalazione di alcuni esemplari di Favignana, nelle acque siciliane, torna alta l’attenzione sulla Circolo per l’Ambiente Ibis ODV in merito alla possibile presenza della Caravella portoghese lungo le coste del Sud Italia, comprese quelle ioniche e crotonesi.

L’organismo in questione, noto scientificamente come Physalia physalis, pur essendo stato intercettato a notevole distanza dalla Calabria, può essere facilmente trasportato dalle correnti marine e dai venti. Una dinamica che rende plausibile la sua comparsa anche lungo il litorale calabrese, soprattutto in particolari condizioni meteo-marine.

Contrariamente a quanto spesso si pensa, la Caravella portoghese non è una medusa vera e propria, ma un organismo coloniale composto da numerosi polipi specializzati che agiscono come un’unica entità. La parte visibile in superficie è il cosiddetto pneumatoforo: una sacca gelatinosa, traslucida, dai riflessi blu-violacei o rosati, che può superare i 20–30 centimetri e funziona come una vela naturale. Al di sotto si estendono lunghi tentacoli filamentosi, che possono raggiungere anche decine di metri, rendendo l’organismo estremamente pericoloso anche quando appare distante o apparentemente innocuo.

Il contatto con i tentacoli rappresenta un rischio concreto per l’uomo. Le tossine rilasciate possono provocare dolore intenso, bruciore, arrossamenti lineari sulla pelle e infiammazioni persistenti. Nei casi più gravi, soprattutto in soggetti sensibili o in presenza di un’esposizione estesa, possono manifestarsi nausea, capogiri, crampi muscolari, difficoltà respiratorie e alterazioni del ritmo cardiaco. È fondamentale ricordare che anche gli esemplari spiaggiati o apparentemente morti mantengono a lungo il loro potere urticante.

Riconoscere la Caravella portoghese è quindi essenziale per prevenire incidenti. In mare si presenta come una “vela” gelatinosa lucida, leggermente sollevata dall’acqua, mentre sulla spiaggia può apparire come un involucro trasparente accompagnato da filamenti blu scuro. A differenza delle comuni meduse, non possiede una campana tondeggiante ma una struttura irregolare e allungata. In ogni caso, non deve mai essere toccata.

Per ridurre i rischi, il Circolo Ibis invita bagnanti, pescatori e diportisti a mantenere comportamenti prudenti: evitare di avvicinarsi o manipolare organismi sospetti, allontanarsi con calma in presenza di tentacoli in acqua, utilizzare adeguate protezioni durante immersioni o attività subacquee e prestare particolare attenzione dopo mareggiate o giornate caratterizzate da venti provenienti da sud e sud-ovest, condizioni che possono favorire l’arrivo di queste specie.

Qualora si dovessero osservare esemplari di Physalia physalis lungo le coste crotonesi o calabresi, è indispensabile segnalarne tempestivamente la presenza alle autorità competenti, in particolare alla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, al Comune e ai servizi di emergenza sanitaria in caso di contatto. Informazioni precise sul luogo dell’avvistamento e sul numero di esemplari consentono di attivare rapidamente le necessarie misure di sicurezza.

Il mare rappresenta un patrimonio prezioso e complesso, sempre più influenzato dai cambiamenti climatici e dalle dinamiche delle correnti. Il Circolo per l’Ambiente Ibis ODV continuerà a monitorare la situazione e a diffondere informazioni basate su evidenze scientifiche, invitando cittadini e visitatori a vivere il mare con consapevolezza, rispetto e senso di responsabilità collettiva.

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