Un viaggio attraverso oltre due secoli di storia della musica, affidato alla sensibilità interpretativa di due pianisti e a un repertorio che raccoglie alcune delle pagine più significative della letteratura per tastiera. È questo il filo conduttore del concerto che vedrà protagonisti Beatrice Chimirri e Antonio Rubino, impegnati in un programma capace di attraversare epoche, stili e linguaggi differenti, dal Barocco fino al pieno Romanticismo.
La prima parte della serata sarà affidata a Beatrice Chimirri, che proporrà un percorso pensato per evidenziare le molteplici sfaccettature espressive del pianoforte. Ad aprire il programma saranno due Preludi e Fughe tratti dal “Clavicembalo ben temperato” di Johann Sebastian Bach, opere che rappresentano ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile nella storia della musica per tastiera grazie all’equilibrio formale e alla raffinata costruzione contrappuntistica.
Il programma proseguirà con due Studi dell’opera 25 di Frédéric Chopin, esempi emblematici di come la scrittura pianistica possa trasformare la tecnica in espressione artistica. In queste pagine, il virtuosismo si mette al servizio della musicalità, dando vita a sonorità eleganti e ricche di sfumature.
Spazio poi alla suggestiva scrittura di Sergej Rachmaninov con l’Étude-Tableaux op. 33 n. 2, composizione che affida al pianoforte il compito di evocare immagini e atmosfere attraverso una tavolozza sonora particolarmente intensa e ricca di colori.
A chiudere la prima parte saranno due opere di Franz Liszt, autore simbolo del virtuosismo romantico: la Polacca n. 2 e il Tema con variazioni da Paganini, brani che mettono in luce la straordinaria capacità del compositore ungherese di coniugare spettacolarità tecnica e fantasia musicale.
La seconda parte del concerto vedrà invece protagonista Antonio Rubino, chiamato a confrontarsi con due autentici capisaldi del repertorio ottocentesco.
Tra questi spicca la Sonata n. 23 in Fa minore op. 57 “Appassionata” di Ludwig van Beethoven, considerata una delle opere più intense e innovative del compositore tedesco. Caratterizzata da una forte tensione drammatica e da un linguaggio musicale di grande modernità, la sonata accompagna l’ascoltatore in un percorso emotivo di straordinaria forza espressiva.
Gran finale con la Rapsodia Ungherese n. 12 di Franz Liszt, una delle pagine più celebri del compositore. Ritmi incalzanti, richiami alla tradizione popolare magiara e passaggi di grande brillantezza pianistica renderanno il finale particolarmente coinvolgente, suggellando una serata dedicata alle infinite potenzialità dello strumento.
L’appuntamento si presenta così come un’occasione per riscoprire alcuni dei capolavori più amati del repertorio pianistico, attraverso l’interpretazione di due musicisti chiamati a guidare il pubblico in un itinerario musicale che unisce profondità artistica, eleganza espressiva e straordinario virtuosismo.
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