La proposta di istituire la Riserva naturale regionale del Cropa, nel territorio di Petilia Policastro, resta all’esame della IV Commissione Ambiente e Territorio del Consiglio regionale. Nella seduta del 27 ottobre, il presidente Sergio Ferrari ha disposto il rinvio dell’esame per consentire ulteriori approfondimenti sugli aspetti normativi, amministrativi e di gestione delle aree protette.
Il confronto ha riguardato sia il progetto del Cropa, presentato dallo stesso Ferrari, sia la proposta per la Riserva Bosco Comuni – Pineta di Siano a Catanzaro, di iniziativa del consigliere Ernesto Alecci.
Per il Cropa, il dirigente Giovanni Aramini ha confermato l’orientamento favorevole del Dipartimento regionale per la sostenibilità ambientale, già espresso nelle precedenti sedute. Nel corso delle audizioni sono intervenuti anche i rappresentanti delle associazioni venatorie EPS, Enalcaccia, ARCI Caccia, ANLC e Federcaccia. I contributi si sono concentrati sulla gestione della fauna selvatica, sull’attività venatoria e sui vincoli legati all’istituzione delle riserve.
«Il nostro compito è ascoltare, approfondire e fare sintesi delle diverse esigenze, nella piena consapevolezza delle responsabilità giuridiche e amministrative che accompagnano ogni scelta legislativa», ha dichiarato Ferrari. Il rinvio, ha spiegato, servirà a fornire ai soggetti interessati risposte chiare prima di proseguire l’iter.
Sulla proposta relativa alla Pineta di Siano, esaminata in prima lettura, il Dipartimento ha espresso una valutazione positiva accompagnata da alcune osservazioni. L’assessora all’Ambiente di Catanzaro, Irene Colosimo, ha confermato il sostegno del Comune, richiamando il valore naturalistico e sociale dell’area, estesa per circa 700 ettari.
La Commissione Ambiente ha inoltre avviato l’esame della proposta di legge del consigliere Ferdinando Laghi per contrastare l’inquinamento da plastica monouso.
Nella stessa giornata, la II Commissione Bilancio ha approvato la proposta di legge sul glamping presentata da Ferrari. Il testo punta a introdurre una disciplina specifica per questa forma di ospitalità all’aria aperta, attraverso modifiche alla legge regionale n. 14 del 2025.
La proposta prevede la possibilità di esercitare l’attività all’interno di strutture ricettive esistenti oppure in forma esclusiva, con disposizioni per le aree agricole, semplificazioni amministrative e criteri di classificazione e qualità. Il provvedimento prosegue ora il percorso verso l’esame del Consiglio regionale.
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