Cinque eventi meteorologici estremi in appena novanta giorni. È il dato da cui parte l’intervento della deputata del Movimento 5 Stelle Elisabetta Barbuto, che torna ad accendere i riflettori sulla gestione regionale del dissesto idrogeologico e dell’erosione costiera in Calabria. L’esponente pentastellata ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, chiedendo chiarimenti sulla programmazione degli interventi e sull’utilizzo delle risorse disponibili per la prevenzione. L’iniziativa arriva mentre il ciclone Jolina sta interessando il territorio calabrese, aggravando una situazione che – secondo Barbuto – evidenzia la necessità di un cambio di passo nella gestione del rischio idrogeologico.
Secondo quanto sottolineato dalla parlamentare, la Calabria si troverebbe ormai in una condizione di “emergenza climatica permanente”, con danni stimati che avrebbero già superato i 300 milioni di euro. Per Barbuto, continuare a intervenire esclusivamente con misure di somma urgenza rappresenta una strategia inefficace. La prevenzione, osserva, avrebbe costi nettamente inferiori rispetto alla gestione delle emergenze, ma molte delle risorse disponibili resterebbero ancora inutilizzate.
Nel suo intervento Barbuto pone anche una questione di trasparenza istituzionale, sollecitando il presidente della Regione a riferire in Consiglio regionale sulla situazione del dissesto idrogeologico e sulle strategie adottate per affrontarla. Secondo la parlamentare, un confronto in Aula rappresenterebbe un passaggio necessario non solo per le istituzioni, ma anche per i cittadini, trattandosi di un tema strettamente legato alla sicurezza del territorio e alla tutela dell’incolumità pubblica. Al centro dell’interrogazione vi è anche il tema dei finanziamenti destinati alla prevenzione del dissesto idrogeologico.
Barbuto richiama in particolare i fondi del programma POR-FESR e del PAC, oltre alle risorse previste dalla Missione 2 del PNRR. Secondo quanto evidenziato, diversi interventi finanziati da tempo sarebbero ancora fermi o in fase di stallo. La parlamentare segnala inoltre la necessità di aggiornare gli strumenti di pianificazione, come il Master Plan e il Piano di Bacino Stralcio, per adeguarli agli scenari climatici e agli eventi estremi che hanno colpito la regione negli ultimi mesi.
Accanto alle critiche, Barbuto propone l’istituzione di un’“Anagrafe Pubblica della Difesa del Suolo e della Costa”, ovvero un portale digitale attraverso cui cittadini e amministratori locali possano consultare informazioni sul livello di rischio di fiumi, versanti e litorali. Lo strumento, nelle intenzioni della parlamentare, dovrebbe consentire anche di monitorare lo stato dei finanziamenti e l’avanzamento dei lavori, rendendo trasparenti eventuali ritardi o blocchi nei cantieri. “Come opposizione – conclude Barbuto – siamo pronti a collaborare per individuare procedure che permettano di accelerare gli interventi. La sicurezza dei cittadini calabresi deve restare una priorità assoluta”.
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