Crotone, 
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Denuncia e polemiche, il consigliere Ioppoli chiarisce: «Ho denunciato per dignità, non per visibilità»

Torna a parlare alla stampa il consigliere comunale Ernesto Ioppoli, intervenendo pubblicamente sull’incresciosa vicenda avvenuta nei giorni scorsi all’interno della sede della Provincia, che lo ha visto vittima di una presunta aggressione da parte del sindaco Voce, episodio che ha avuto ampia risonanza mediatica. Alla base della denuncia, spiega Ioppoli, non vi è stata la volontà di alimentare polemiche o esposizioni pubbliche, ma un principio morale preciso: «Ho ritenuto doveroso denunciare quanto accaduto per dare ai miei figli un insegnamento chiaro: non bisogna mai accettare atti che ledono la dignità personale, né essere omertosi davanti a ciò che si ritiene sbagliato».

Una scelta che, secondo il consigliere, ha inevitabilmente prodotto conseguenze nei rapporti personali e politici, anche con persone che considerava amiche. Tra queste, viene citato proprio il sindaco Vincenzo Voce, con il quale i rapporti si sarebbero incrinati proprio in seguito alla denuncia. Ioppoli ricorda come in passato fosse stato chiamato a testimoniare in suo favore in un procedimento penale, sottolineando come oggi la situazione sia radicalmente cambiata. Il consigliere fa poi riferimento ad articoli di stampa circolati sui social, nei quali si parlerebbe di versioni differenti dei fatti emerse dalle testimonianze raccolte dal sostituto procuratore Umberto Iurlaro. Tuttavia, precisa Ioppoli, leggendo tali ricostruzioni non emergerebbe una smentita sostanziale della sua denuncia, anzi si parlerebbe esplicitamente di percosse, con colpi alle spalle e un calcio al fianco sinistro.

Entrando nel merito dell’episodio, il consigliere respinge l’idea che l’accaduto sia stato causato da una sua frase isolata, spiegando invece di essere stato più volte interrotto in modo energico mentre stava argomentando. Un’interruzione che, a suo dire, sarebbe stata motivata dalla presunta mancanza di legittimazione a rappresentare il quartiere, in relazione ai voti ottenuti alle ultime elezioni amministrative.

Ioppoli sottolinea come tali interruzioni non siano avvenute in un clima di confronto civile, ma accompagnate da toni e termini particolarmente accesi. Quanto alla dinamica dei colpi, precisa di non cogliere la differenza tra mani aperte o chiuse: «La percezione che ho avuto è quella che ho riferito. Mi sono girato di spalle per evitare di essere colpito al volto». Nonostante lo stato di forte turbamento, il consigliere racconta di essersi recato comunque a scuola, proseguendo il proprio lavoro di insegnante. Resta però, evidenzia, un danno morale che ancora oggi non si è esaurito. Infine, l’appello: «Mi auguro che questa vicenda prosegua esclusivamente nelle sedi competenti e non sui social, dove si rischia di alimentare strumentalizzazioni e di confondere la cronaca con dinamiche di campagna elettorale».

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