Crotone, 
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Crotone, i consiglieri di opposizione: “Il commissariamento non bloccherà la città. La vera sfida è la credibilità delle istituzioni”

Nel dibattito politico cittadino torna al centro il tema della “stabilità amministrativa”, spesso associato — secondo una nota inviata alla stampa dai consiglieri comunali di opposizione Giuseppe Fiorino, Antonio Manica, Salvo Riga, Andrea Tesoriere, Andrea Devona, Anna Cantafora, Karmen Giancotti, Iginio Pingitore, Cristian Prisma, Chiara Capparelli e Fabrizio Meo — alla permanenza o al possibile ritorno dell’ex sindaco. Una narrazione che i firmatari respingono con fermezza, sottolineando come l’equilibrio delle istituzioni non possa essere identificato con la figura di una sola persona, ma con la continuità degli atti e dei programmi.

I consiglieri ricordano che, qualora si arrivasse a un commissariamento in questa fase finale della consiliatura, l’azione amministrativa non subirebbe alcun arresto: i cantieri proseguirebbero seguendo gli indirizzi già definiti, e gli uffici continuerebbero a lavorare come avviene in ogni periodo di ordinaria transizione. Anzi, la presenza di un commissario — evidenziano — potrebbe garantire neutralità, rispetto delle procedure e tempi certi, evitando interferenze e tensioni legate alla campagna elettorale.

Per l’opposizione risulta quindi “strumentale e privo di fondamento” l’allarme secondo cui l’arrivo di un commissario paralizzerebbe la città. La stabilità da difendere, sostengono, è quella basata sulla legalità, sulla credibilità e sul rispetto delle istituzioni — non su equilibri politici di convenienza. Ed è proprio sul piano delle istituzioni che i consiglieri riportano l’attenzione sul fatto che ha portato alle dimissioni del sindaco: l’episodio di violenza che ha coinvolto un consigliere comunale e che, secondo i firmatari, non può essere minimizzato né derubricato a incidente isolato.

Nella nota, i consiglieri lamentano l’assenza di una presa di posizione netta da parte di alcune realtà rappresentative del territorio. Un silenzio che, spiegano, rischia di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e di trasmettere un messaggio sbagliato alle giovani generazioni. “Non si può sfilare contro la violenza — scrivono — e poi tacere quando la violenza avviene all’interno delle istituzioni”. La coerenza, sottolineano, si misura proprio nei momenti in cui difendere i principi può risultare scomodo.

L’opposizione richiama quindi il valore dell’indignazione civica quando nasce dal rispetto delle regole. Spegnere questa sensibilità, avvertono, significa indebolire la comunità e aprire spazio a logiche di sopraffazione. Un nodo centrale che riguarda anche ciò che la politica è chiamata a trasferire alle generazioni più giovani: “Come potremmo spiegare al Consiglio Comunale dei Ragazzi — si chiedono — che un gesto di violenza può essere messo da parte in nome della continuità amministrativa?”.

Infine, i consiglieri definiscono minoritaria la parte della città che oggi auspica un ritorno dell’ex primo cittadino, avvertendo che dietro tali istanze potrebbero muoversi interessi non necessariamente orientati al bene comune. L’impegno dichiarato dai firmatari è quello di continuare a tutelare la dignità delle istituzioni e un’idea di stabilità fondata sulla legalità. “Crotone — concludono — merita coerenza, merita rispetto, merita un futuro che non sia condizionato dalle convenienze del presente”.

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