Crotone, 
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Alessandra Pugliese (Giovani Democratici): “In Calabria il centrodestra governa con la narrazione, non con le soluzioni”

C’è una lezione che la letteratura italiana ha saputo raccontare con grande lucidità: il potere, quando smette di assumersi responsabilità, tende a rifugiarsi nella rappresentazione di sé stesso. Andrea Camilleri lo ha mostrato per tutta la vita, raccontando i meccanismi di una politica che si autoassolve e si normalizza. In Calabria, oggi, quella dinamica è sotto gli occhi di tutti. A sostenerlo è Alessandra Pugliese, componente dell’Assemblea nazionale dei Giovani Democratici e dell’Assemblea regionale del PD Calabria, che interviene criticamente sull’azione del centrodestra alla guida della Regione.

«Sotto la presidenza di Roberto Occhiuto – afferma – la Calabria è diventata il luogo della comunicazione permanente. Tutto viene raccontato come un successo, anche quando i risultati reali faticano a emergere nella vita quotidiana dei cittadini». Il punto più scoperto di questa narrazione resta la sanità. Nonostante annunci di rilancio e normalizzazione, il sistema continua a presentare criticità strutturali: liste d’attesa interminabili, carenza cronica di personale, ospedali in affanno, mobilità sanitaria sempre più alta. «Problemi noti – sottolinea Pugliese – che richiederebbero assunzioni strutturali, investimenti sulla medicina territoriale e programmazione seria. Invece si preferisce spesso la scorciatoia dell’annuncio».

Una politica che cambia linguaggio ma non sostanza, secondo l’esponente dei Giovani Democratici, richiamando un modello che ricorda Il Gattopardo: «tutto cambia perché nulla cambi davvero». Questo approccio, però, non riguarda solo il governo regionale. «È un’impostazione – prosegue – che si riflette anche nelle organizzazioni giovanili del centrodestra, e riguarda direttamente noi giovani, che dovremmo essere protagonisti e invece veniamo spesso relegati a semplici comparse». Nel mirino finiscono in particolare le giovanili dei principali partiti di centrodestra. «La giovanile di Forza Italia sembra concentrarsi soprattutto su eventi e momenti conviviali. Tutto legittimo, ma la Calabria non perde giovani per mancanza di feste: li perde per l’assenza di prospettive, di lavoro, di servizi».

Analoga la valutazione su Lega Giovani. La recente nomina del segretario regionale, avvenuta lo scorso luglio, avrebbe potuto segnare una discontinuità. «A distanza di mesi – osserva Pugliese – non si registrano iniziative pubbliche, proposte politiche o una presenza reale sui territori. Un silenzio che non è casuale, ma figlio di un’idea precisa di politica: occupare ruoli senza esercitarli». Per l’esponente dem non si tratta di questioni personali, ma di un problema politico più ampio: «Nel centrodestra calabrese le nomine servono spesso a riempire caselle, non a costruire contenuti. Il risultato è un immobilismo che ricorda Aspettando Godot: si attende un’azione che non arriva mai, mentre i problemi restano».

Intanto, conclude Pugliese, «la Calabria viene governata come se fosse un set permanente, una sorta di The Truman Show istituzionale: dentro la narrazione tutto funziona, fuori i cittadini vivono una realtà fatta di rinunce, attese e diritti compressi». «Non possiamo più accettare questa finzione. La politica – conclude – non è apparire, ma scegliere; non è occupare, ma agire; non è raccontare, ma risolvere. E oggi, in Calabria, il momento di cambiare copione non è più rinviabile».

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