L’episodio di violenza avvenuto nei giorni scorsi all’ospedale di Crotone, che ha coinvolto il cardiologo Antonio Sulla, riaccende il dibattito sulla sicurezza del personale sanitario in Calabria. A intervenire è l’onorevole Elisabetta Maria Barbuto (M5S), che ha annunciato il deposito di una proposta di legge regionale dal titolo “Norme in materia di sicurezza del personale sanitario e sociosanitario”.
L’iniziativa arriva contestualmente a un’interrogazione rivolta al Commissario alla sanità regionale. Secondo Barbuto, la situazione negli ospedali calabresi richiede interventi strutturali e non può essere affrontata esclusivamente attraverso misure nazionali di inasprimento delle pene.
Nella relazione illustrativa allegata alla proposta si evidenzia un aumento significativo degli episodi di violenza. In Calabria gli infortuni legati ad aggressioni sarebbero passati dai 36 casi registrati nel 2021 ai 57 del 2023. Nel 2024, secondo i dati riportati, si contano già 49 episodi con 63 operatori coinvolti.
Un quadro che, secondo la parlamentare, evidenzia una crescente esposizione del personale sanitario a rischi quotidiani, con una percezione diffusa di insicurezza all’interno delle strutture ospedaliere.
La proposta di legge introduce una serie di strumenti operativi a livello regionale. Tra questi: obbligo per le aziende sanitarie di adottare linee guida per la prevenzione delle aggressioni; installazione di sistemi di videosorveglianza e dispositivi di allarme collegati alle Forze dell’Ordine; formazione obbligatoria del personale sulla gestione delle situazioni a rischio; attivazione di un servizio regionale di supporto psicologico per le vittime; assistenza legale gratuita agli operatori aggrediti. Previsti inoltre protocolli d’intesa con le Forze di polizia per garantire presidi o pattugliamenti nei reparti considerati più esposti.
Uno dei punti centrali del testo riguarda la responsabilità dei dirigenti sanitari. In caso di mancata attuazione delle misure di sicurezza previste, la Regione potrà applicare sanzioni amministrative nei confronti dei responsabili.
“La tutela di chi lavora in corsia – ha dichiarato Barbuto – è un elemento fondamentale per garantire un servizio sanitario efficiente e dignitoso”. Il tema della sicurezza negli ospedali torna così al centro del confronto politico regionale, mentre si attendono eventuali sviluppi sull’iter della proposta normativa.
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