L’approvazione in Veneto della legge sulle procedure e sui tempi per l’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito riaccende il dibattito sul fine vita anche in Calabria. Il Consiglio regionale veneto ha dato il via libera al provvedimento il 2 settembre, diventando la quarta Regione italiana ad approvare una normativa sul tema e la prima amministrata dal centrodestra.
A rilanciare la questione in Calabria è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Elisabetta Barbuto, che chiede l’avvio del confronto nelle Commissioni consiliari competenti sulla proposta di legge da lei presentata.
Secondo Barbuto, il voto arrivato dal Veneto dimostrerebbe come su un tema che riguarda la dignità delle persone e le condizioni di chi affronta patologie irreversibili sia necessario superare le divisioni politiche e garantire procedure definite all’interno delle strutture sanitarie pubbliche.
«La Calabria non può permettersi di rimanere a guardare o di lasciare i propri cittadini nel limbo dei cavilli burocratici», afferma la consigliera pentastellata, richiamando anche la mobilitazione promossa dall’Associazione Luca Coscioni attraverso la campagna “Liberi Subito” e la raccolta di firme a sostegno di una proposta di iniziativa popolare.
Barbuto aveva presentato nei mesi scorsi una proposta regionale recante “Disposizioni regionali per il supporto tecnico-sanitario al suicidio medicalmente assistito”, con l’obiettivo di disciplinare gli aspetti organizzativi e sanitari del percorso alla luce dei principi stabiliti dalla Corte costituzionale. Il testo prevede, tra gli altri aspetti, procedure all’interno delle Aziende sanitarie, il coinvolgimento di figure professionali multidisciplinari, l’attenzione alle cure palliative e il ruolo di garanzia del Comitato Etico regionale, senza nuovi oneri per il bilancio regionale.
La proposta, aveva spiegato la stessa consigliera al momento della presentazione, punta a definire un quadro organizzativo uniforme all’interno del Servizio sanitario regionale, riducendo il rischio di disparità territoriali e ostacoli burocratici.
L’obiettivo indicato oggi da Barbuto è arrivare a un confronto tra le diverse iniziative presenti sul tema e, se possibile, alla definizione di un testo condiviso capace di conciliare le istanze provenienti dalla cittadinanza con le esigenze organizzative della sanità calabrese.
Da qui l’appello rivolto a tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale affinché il tema venga portato nelle Commissioni competenti, coinvolgendo anche associazioni e comitati.
«Apriamo le Commissioni, ascoltiamo i comitati, uniamo le forze», conclude Barbuto, chiedendo che anche la Calabria affronti il tema del fine vita attraverso un confronto istituzionale.
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