Pallagorio (KR), 
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Memoria, ritorni e speranze: Giuseppe Caruso inaugura “Voci d’autore al Muzé”

Un incontro intenso, partecipato, capace di intrecciare memoria personale e riflessione collettiva. Si è aperto così, al Muzé – Spazio Arberia, il calendario 2026 della rassegna “Voci d’autore al Muzé”, promossa dall’associazione Fili Meridiani.

Protagonista del primo appuntamento dell’anno è stato Giuseppe Caruso, artista e autore del libro “Un paese non è come lo vedi, un paese è come lo vivi”, un’opera che invita a superare lo sguardo superficiale sui piccoli centri per coglierne la dimensione più autentica e profonda.

Durante l’incontro si è sviluppato un dialogo ricco di spunti sul significato dei paesi oggi: luoghi che non sono semplicemente scenari, ma spazi vivi, fatti di relazioni, memoria e trasformazioni. Caruso ha sottolineato come il suo lavoro nasca dall’esigenza di restituire voce a chi spesso resta ai margini della narrazione dominante, evidenziando il valore umano e sociale delle comunità locali.

Accanto a lui, Alessandro Frontera, guida ambientale e narratore delle aree interne, ha ampliato la riflessione sul futuro dei territori meno centrali, ribadendo l’importanza delle storie come strumenti di consapevolezza collettiva e di rigenerazione culturale.

Determinante il contributo del pubblico, che ha trasformato la presentazione in un momento di confronto autentico. Ricordi, esperienze personali e testimonianze hanno arricchito il dibattito, restituendo l’immagine di comunità che non si limitano a custodire il passato, ma cercano nuove prospettive per il futuro.

Per il presidente di Fili Meridiani, Ettore Bonanno, aprire la rassegna con un incontro dedicato ai paesi rappresenta una scelta identitaria. L’obiettivo è continuare a costruire spazi di dialogo che mettano al centro la memoria e le comunità, generando riflessioni capaci di tradursi in idee e azioni concrete per territori spesso considerati fragili ma ricchi di potenzialità.

L’appuntamento ha così confermato la volontà dell’associazione di promuovere occasioni di approfondimento sui temi dell’identità e della valorizzazione delle aree interne, mantenendo vivo il confronto culturale sul presente e sulle prospettive future dei piccoli centri.

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