Il sindaco Vincenzo Voce interviene con una nota in risposta al generale Giuseppe Errigo, già Commissario straordinario per la bonifica, dopo il comunicato diffuso dall’ex vertice della struttura commissariale. Il primo cittadino parla di “stupore” per i toni utilizzati e definisce lo scritto “più simile a un’autodifesa polemica che a una sobria relazione di fine mandato”, contestando la presenza di giudizi personali, sarcasmo e attacchi verso chi “ha il dovere istituzionale di rappresentare una comunità ferita da decenni di inquinamento, omissioni e promesse mancate”.
Nel merito, Voce chiarisce che la critica non sarebbe rivolta alla persona di Errigo, ma al “modello commissariale” che, a suo avviso, anche in questa fase “non ha prodotto risultati concreti e visibili per la città”. Da qui la frase – già al centro del confronto – secondo cui “se i commissari devono essere come i precedenti, meglio nessuno”: non “arroganza”, sostiene il sindaco, ma “la fotografia amara” di una realtà che i cittadini conoscono bene.
Il sindaco respinge inoltre l’accusa implicita di avere usato toni leggeri o “da bar”, rivendicando di avere raccolto “stanchezza e rabbia” della popolazione. Il punto, insiste, non sarebbe la disputa tra livelli istituzionali o le ricostruzioni procedurali: “Ai cittadini interessano i risultati”, non le polemiche con attivisti o i confronti su chi abbia mostrato maggiore “zelo amministrativo”.
Voce contesta anche l’idea che la richiesta di risultati equivalga a pretendere un commissario “obbediente” o “manovrabile”, definendola una “narrazione comoda, ma falsa”. Secondo il sindaco, Crotone avrebbe invece bisogno di “istituzioni efficaci, trasparenti e risolutive”, non di figure chiamate soltanto a certificare difficoltà operative o a scaricare sulle amministrazioni locali responsabilità che, afferma, affondano le radici in decenni di scelte sbagliate.
Nella nota, il primo cittadino definisce “grave e rivelatore” il tentativo di delegittimare le battaglie portate avanti dall’amministrazione comunale, ricordando che sarebbero “documentate e certificate” nei verbali delle Conferenze dei Servizi. Aggiunge inoltre che, su diversi nodi contestati, “i Tribunali hanno già dato ragione alle posizioni dell’Ente”, confermando – scrive – la solidità giuridica e istituzionale delle scelte del Comune.
Per Voce, la bonifica del SIN non dovrebbe trasformarsi in uno scontro tra commissari e sindaci, ma restare al centro dell’agenda come “emergenza nazionale”, da affrontare con “poteri chiari, risorse certe, tempi vincolanti e responsabilità non aggirabili”. Il Comune, conclude, continuerà a fare la propria parte “senza sconti per nessuno” e “senza timore di dire ciò che non funziona”.
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