In Calabria cresce la pressione su pronto soccorso e reparti ospedalieri a causa della diffusa circolazione di virus influenzali e respiratori. Un quadro che, secondo quanto riportato da organi di stampa e strutture sanitarie, sta determinando un aumento significativo degli accessi, reparti sotto stress e un coinvolgimento più ampio anche di persone in età lavorativa.
Su questo scenario interviene la CONF.I.A.L. di Crotone. In una comunicazione indirizzata al Presidente della Regione Calabria, al Presidente della Provincia di Crotone, al Sindaco di Crotone e al Prefetto, il sindacato invita le istituzioni a promuovere un’azione di sensibilizzazione rivolta alle aziende del territorio per favorire, nelle attività compatibili, la massima applicazione del lavoro agile come misura temporanea di prevenzione.
La richiesta nasce dalla convinzione che, in una fase di criticità sanitaria, la tutela della salute debba tradursi in strumenti concreti e immediatamente attivabili. Nella nota vengono richiamati i principali riferimenti normativi: l’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale e interesse della collettività, e il Decreto Legislativo 81/2008, che impone ai datori di lavoro l’adozione di tutte le misure necessarie a proteggere l’integrità fisica e la salute dei lavoratori secondo il principio della massima prevenzione possibile.
In questo contesto, il sindacato richiama anche la disciplina del lavoro agile prevista dalla Legge 81/2017, evidenziandone la funzione di modalità flessibile di svolgimento della prestazione lavorativa che, quando le mansioni lo consentono, può contribuire a ridurre i rischi legati a contatti ravvicinati, ambienti condivisi e spostamenti quotidiani.
Secondo la CONF.I.A.L., l’estensione dello smart working nelle attività compatibili risponderebbe a più obiettivi: limitare l’esposizione al contagio sui luoghi di lavoro e nei trasporti, rafforzare la tutela effettiva di lavoratrici e lavoratori, proteggere indirettamente i conviventi fragili (anziani e persone con patologie), contribuire ad alleggerire la pressione sulle strutture sanitarie e garantire, al tempo stesso, continuità operativa per aziende e servizi.
Il sindacato sottolinea infine che la gestione della fase attuale richiede una risposta coordinata tra istituzioni, mondo del lavoro e imprese. Un’azione di indirizzo e sensibilizzazione da parte degli enti locali e regionali, si legge nella comunicazione, rappresenterebbe un segnale di responsabilità e un supporto concreto al tessuto produttivo nell’adozione di misure condivise.
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