Crotone, 
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Via Israele, il Comitato Tufolo-Farina sollecita Prefettura e Regione sui rischi per la sicurezza

Nuova richiesta di chiarimenti sulla destinazione dell’area di protezione civile “A65” di via Israele. Il Comitato Tufolo-Farina ha infatti inviato un sollecito ufficiale alla Prefettura di Crotone e al Presidente della Regione Calabria per conoscere quali provvedimenti si intendano adottare in merito all’utilizzo dell’area — individuata dal Piano Comunale di Protezione Civile come zona di attesa in caso di emergenza — che l’Amministrazione comunale ha invece destinato alla realizzazione di un fabbricato di edilizia sociale.

Il sollecito, trasmesso via PEC e indirizzato anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Dipartimento Nazionale e Regionale di Protezione Civile e al responsabile comunale di settore, segue una precedente comunicazione inviata il 10 ottobre. Il Comitato segnala come, a tutela dei cittadini, sia necessario chiarire le intenzioni dell’ente comunale, rimarcando che le scelte su un’area strategica per la sicurezza della popolazione non possono prescindere da un’informazione preventiva e trasparente ai residenti. Contestualmente, viene ricordato che il Comitato ha presentato ricorso al TAR Calabria contro la Delibera di Giunta n. 325 del 10 luglio, con la quale il Comune ha avviato l’iter per l’edificazione nell’area A65.

Nella nota inviata agli enti istituzionali, si evidenzia inoltre come l’attuale Piano Comunale di Protezione Civile — risalente al 2016 — risulti ormai superato, soprattutto alla luce della crescita demografica del quartiere Tufolo–Farina e della continua espansione urbanistica. Secondo il Comitato, le aree di attesa e di concentrazione oggi previste non sarebbero più adeguate a garantire la sicurezza della popolazione in caso di emergenza.

Alla luce di tali criticità e della volontà dell’Amministrazione di procedere con la progettazione dell’edificio nonostante la contrarietà dei residenti, il Comitato chiede alla Prefettura di valutare quali provvedimenti adottare per salvaguardare la pubblica incolumità e quali misure rendere operative per assicurare un’adeguata risposta in situazioni di emergenza. Il Comitato attende ora un riscontro dagli enti competenti.

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