Verità e giustizia: è quello che è stato chiesto, ancora una volta, nella veglia organizzata da CrotoneNews in collaborazione con la Rete 26 Febbraio in occasione del secondo anniversario della strage. Presenti anche la segretaria del PD Elly Schlein e Mons. Savino in rappresentanza della Cei, quest’ultimo ha officiato un momento di preghiera dopo la lettura del Corano.
A concludere la breve cerimonia, dopo il ricordo di Asad, ragazzo siriano che nel naufragio ha perso il fratellino, morto di freddo in acqua probabilmente a causa del ritardo dei soccorsi, gli stessi familiari delle vittime e i pescatori accorsi per primi sul luogo della strage, hanno gettato in mare una corona di fiori.
Nella mattinata, poi, si è tenuta la conferenza stampa durante la quale sono state fatte diverse richieste.
Questi alcuni degli interventi di familiari e superstiti
Con la negligenza del vostro governo, avete ucciso centinaia di persone. Vi prego di non ripetere la stessa negligenza. Per favore, prendete sul serio il vostro lavoro e non trattate i migranti con tanta superficialità. Siamo tutti esseri umani. Perché dovremmo essere uccisi così facilmente solo perché non siamo coinvolti nella politica?
Mia madre sta attraversando una crisi difficile e ha bisogno dei suoi genitori. Non possiamo tornare in Afghanistan. Asad ha solo 24 anni e ha bisogno dei suoi genitori. Asif, un ragazzo afgano che era su quella nave, ha bisogno dei suoi genitori. Ha solo 16 anni. E ci sono anche altri di cui non posso fare i nomi qui.
Vi prego di prendere sul serio la situazione e di rispettare le promesse che avete fatto. Rispondete a noi. La nave è affondata, ma per voi la questione è chiusa? Per noi non lo è ancora e abbiamo bisogno di una risposta.
Per favore, per almeno rimediare al nostro dolore, date una possibilità speciale ai sopravvissuti delle vittime, affinché possano venire a visitare le tombe dei loro figli e trovare un po’ di pace.
In questo contesto, chiedo al Presidente dell’Italia di prendere sul serio la promessa che ci ha fatto e di affrontare la questione. La mia domanda è: quando il Presidente fa una promessa e non la mantiene, e la vita e la morte delle persone non hanno valore per lui, perché dovrebbe trovarsi in una posizione così alta per prendere decisioni sulla vita degli esseri umani? Hai mai messo te stesso nei panni delle vittime o delle famiglie delle vittime per capire quale dolore provano? Se questi fossero stati i tuoi figli, li avresti lasciati andare così facilmente?
Se la Signora Meloni, il Presidente dell’Italia, non e in grado di mantenere le sue promesse FACCIA UN PASSO INDIETRO!!! risponda al popolo e sia compassionevole verso le persone altrimenti se ne vada e ceda il suo posto a chi agisca secondo le sue parole.
Fatima Maleki
Prima di iniziare il testo, vorrei ringraziare coloro che hanno reso possibile che ci riunissimo qui oggi e che la nostra voce sia ascoltata. Esprimo la mia gratitudine a tutti coloro che sono al nostro fianco e ci hanno aiutato a portare questa questione all’attenzione degli altri. La vostra presenza è di grande importanza e dimostra che l’umanità e la solidarietà sono ancora vive nel nostro mondo.
Le politiche globali e l’indifferenza costante nei confronti della sofferenza e del dolore umano talvolta si trasformano in tragedie che non possono essere facilmente dimenticate. Una di queste tragedie è stato il naufragio di una nave nelle acque italiane due anni fa, che ha preso la vita di oltre cento persone. Questo non è stato solo un incidente o un errore tecnico, ma un crimine umano che è stato causato dalla negligenza della guardia costiera e dall’indifferenza della polizia italiana. Le persone a bordo della nave stavano cercando speranza per una vita migliore, ma le politiche sbagliate e i problemi di gestione hanno causato la loro morte.
Non dimenticheremo mai questa tragedia. I nostri cuori sono sempre con le famiglie delle vittime, e questo dolore rimarrà sempre nei nostri cuori. Ma ciò che è più deludente è che dopo due anni non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta dalle autorità. Ogni volta che abbiamo presentato le nostre richieste, ci è stato solo promesso che sarebbero stati presi provvedimenti, ma non abbiamo visto alcuna azione concreta da parte loro. Questa indifferenza e inattività non solo mancano di rispetto per la vita umana, ma sono anche un segno della debolezza dei sistemi globali nel rispondere alle crisi e alle tragedie umane.
In questo contesto, vorrei sottolineare che l’obiettivo della nostra richiesta di un visto per le famiglie delle vittime e i sopravvissuti a questa tragedia è quello di offrire loro un aiuto concreto per affrontare questi giorni difficili. L’assistenza tramite il rilascio di visti potrebbe alleviare parte del loro dolore e fornire loro il sostegno necessario per affrontare questo periodo di sofferenza.
Questo dolore e questa sofferenza non appartengono solo alle famiglie delle vittime, ma è una questione umana che deve essere presa in considerazione. Rispondere a queste tragedie e fare giustizia per le vittime è una responsabilità globale che deve essere affrontata con azioni concrete e non solo con parole.
Alla fine, ringrazio sinceramente tutti coloro che hanno ascoltato le nostre parole e prestato attenzione a questa questione. Spero che la nostra voce continui a giungere a coloro che hanno il potere di Su questa nave non c’erano politici, solo bambini, donne e uomini che si tenevano lontani dalla politica. Loro non cercavano guadagni politici, ma solo una vita migliore e più sicura. Queste persone cercavano semplicemente un’opportunità per una vita migliore, non per entrare nel mondo della politica o nelle sue crisi.
C’eravamo a sei mesi dalla strage, dopo un anno e ci siamo oggi. Ci saremo sempre, perché abbiamo fatto una promessa e dobbiamo mantenerla. Assad, che oggi era con noi, ha perso il fratellino nonostante lo avesse salvato, lo teneva stretto, ma dopo circa un’ora è morto perché sulla spiaggia non c’era nessuno capace di aiutarlo. Assad ci ha chiesto di non dimenticarli, non lo faremo. Ma il nostro è l’impegno di una comunità intera, che in quei giorni ha mostrato un grande senso di umanità. È da lì che vogliamo ripartire, da quelle candele tutte diverse tra loro, come diverse erano le anime sulla Summer Love. Uniche e irripetibili. Ma vogliamo soprattutto giustizia e verità, lo dobbiamo alle vittime, alle loro famiglie.
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