Cosenza
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Neonata rapita in clinica a Cosenza: condanna a 5 anni e 4 mesi

È stata condannata a 5 anni e 4 mesi di reclusione la donna di 52 anni protagonista del rapimento di una neonata avvenuto lo scorso anno in una clinica privata del capoluogo bruzio. La sentenza è arrivata al termine del processo celebrato con rito abbreviato. Secondo quanto ricostruito, la donna aveva inscenato per mesi una gravidanza inesistente, riuscendo a ingannare familiari, amici e persino il marito. Il gesto, maturato al termine di questa lunga simulazione, era finalizzato a dare concretezza alla finta maternità.

Il giudice per l’udienza preliminare ha riconosciuto le attenuanti generiche, infliggendo una pena inferiore rispetto agli 8 anni richiesti dall’accusa. Disposto anche il pagamento di una provvisionale di 15mila euro in favore della famiglia della piccola. Determinante, nel corso del procedimento, anche una perizia psichiatrica che ha stabilito la piena capacità di intendere e di volere dell’imputata.

La sera del 21 gennaio 2025 la donna si era recata nella clinica “Sacro Cuore” insieme al marito, estraneo ai fatti e la cui posizione è stata archiviata. Fingendosi un’operatrice sanitaria, era riuscita a entrare nella stanza di una neonata e a portarla via dalle braccia della madre. Le indagini della polizia hanno permesso di risalire rapidamente alla coppia grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza. Gli agenti hanno poi fatto irruzione nell’abitazione della donna, dove era in corso una festa per celebrare la nascita del presunto figlio.

All’interno dell’appartamento, tra decorazioni e palloncini, è emersa la verità: la neonata rapita era stata vestita per sostenere la messinscena e far credere a tutti che fosse il bambino annunciato nei mesi precedenti. Alla lettura della sentenza l’imputata non era presente in aula, poiché agli arresti domiciliari. Presenti invece i genitori della bambina, per i quali – come sottolineato dai legali – si chiude una vicenda definita “un incubo”. Resta aperto un ulteriore procedimento per accertare eventuali responsabilità della struttura sanitaria.

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