Catanzaro,

‘Ndrangheta, “Rinascita Scott”: massoneria, cosche e Soprintendenza Archeologica della Calabria

La conferenza stampa di "Rinascita Scott"

foto: CrotoneNews

  • I rapporti con la Soprintendenza Archeologica della Calabria e con il Comune di Vibo Valentia a partire dal 2009;
  • I rapporti con il Comune e l’approvazione della variante 2244, progetto 4393/2 del 15/01/2015;
  • Il ritardo nell’apposizione della firma al progetto di variante da parte della Soprintendenza Archeologica della Calabria;
  • L’incontro del 28/04/2016 con Famiglietti Gino – Soprintendente Archeologico della Calabria avocante – dal 21/10/2015 al 28/04/2016;
  • La sostituzione di Famiglietti Gino e la nomina, ad interim, alla Soprintendenza Archeologica della Calabria di Patamia Salvatore;
  • L’approvazione del progetto di variante in corso d’opera presso la Soprintendenza Archeologia della Calabria”.

Ci sono sei capitoli dell’inchiesta “Rinascita Scott”, eseguita dai carabinieri su direttive dalla DDA di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, dedicati ai rapporti di alcuni degli indagati con dirigenti e funzionari della Soprintendenza per i beni Archeologici della Calabria.

Sei capitoli che aiutano a descrivere il potere di infiltrazione della cosca di riferimento, quella dei Mancuso di Limbadi, nelle istituzioni soprattutto grazie all’aiuto di personaggi legati alla Massoneria. È il caso, secondo gli inquirenti, del gran maestro onorario della massoneria del Goi, Ugo Bellantoni, 83 anni, per anni alla guida dell’Ufficio tecnico del Comune di Vibo Valentia, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Per i magistrati Bellantoni, tramite un’altra figura Filippo Bagnato (non indagato e definito da Giamborino ex presidente dell’Inps di Catanzaro), ha aiutato Giovanni Giamborino, arrestato per associazione mafiosa con l’accusa di curare le “questioni economico-commerciali” della cosca Mancuso, nell’ottenere la variante ad un progetto per la costruzione di un immobile in un’area sottoposta a vincolo archeologico.

Sono importanti anche le date in questa vicenda, oltre che naturalmente i rapporti tra le persone. L’11 maggio del 2016 Salvatore Patamia (non indagato) viene nominato Soprintendente ad interim per la Calabria. I carabinieri, che stanno indagando su Giamborino, scrivono: “Dato che si evince dell’approvazione della variante di cui alla missiva del 27/05/2016, prot. 4337, della Soprintendenza Archeologica della Calabria, a firma del Soprintendente ad interim Dott. Patamia Salvatore”.

La ricostruzione che fanno nelle carte dell’indagine è questa: “Dalle parole del Giamborino, relative allo spostamento di un soggetto indicato in Patamia, cioè il dott. Patamia Salvatore, e al riferimento alla massoneria, si comprendeva con certezza il ruolo di collegamento operato da Bellantoni Ugo e Bagnato Filippo tra Giamborino Giovanni e Patamia Salvatore. Dal racconto del Giamborino si evinceva, infatti, che Bellantoni Ugo, non conoscendo direttamente il dott. Patamia Salvatore, si fosse avvalso dell’ausilio di Bagnato Filippo per organizzare l’incontro tra il Patamia e Giamborino Giovanni. Il dato che tuttavia qui si intende sottolineare è come Bellantoni Ugo, sfruttando la sua rete di amicizie, in questo caso facenti capo alla massoneria, abbia in maniera concreta agevolato la cosca Mancuso e Giamborino Giovanni, mettendo quest’ultimo in diretto contatto con il vertice della Soprintendenza Archeologia della Calabria, ossia Patamia Salvatore. Ed infatti Bellantoni Ugo dopo avere messo a conoscenza Giamborino Giovanni che Patamia Salvatore fosse un fratellino(in data 19/05/2016), aveva organizzato (in data 23/05/2016), con la complicità di Bagnato Filippo, un incontro a Roccelletta di Borgia, presso il parco Archeologico Scolacium, tra Giamborino Giovanni e il dott. Patamia Salvatore; incontro che, come già narrato, a causa di un malinteso, era stato rinviato al giorno successivo, 24/05/2016, sempre presso il medesimo sito. Si richiama, inoltre, la conversazione del 26/05/2016, nel corso della quale Giamborino Giovanni, dialogando con Sudano Fabrizio (non indagato ndr), funzionario della soprintendenza A.B.A.P. di Reggio Calabria, lo informava che l’indomani l’avrebbe raggiunto a Reggio Calabria. Il Sudano, mostrandosi sorpreso, pur ammettendo che stava preparando la documentazione per portarla alla firma, non nascondeva che ancora doveva spiegare la pratica: “io sto preparando la cosa … la sto portando alla firma … non so … glielo devo spiegare ancora … non se…”. La circostanza che Sudano Fabrizio (Funzionario della Soprintendenza nonché, almeno fino a quel momento, responsabile della pratica) non fosse a conoscenza dell’appuntamento tra Giamborino Giovanni e Patamia Salvatore era indicativo del carattere certamente preferenziale riservato al Giamborino da parte di quest’ultimo. A conferma di quella situazione si evidenzia, inoltre, la conversazione tra Mobilia Davide (non indagato ndr) e Giamborino Giovanni, nel corso della quale quest’ultimo, appena uscito dalla Soprintendenza regionale di Reggio Calabria con il progetto approvato, riferiva di aver appreso da Fabrizio, cioè Sudano Fabrizio, che il Patamia aveva convocato direttamente quest’ultimo dovendo firmare “il progetto di Giamborino”. La vicenda descritta confermava il rapporto che Bellantoni Ugo condivideva con la famiglia Giamborino ed in particolare con Giamborino Giovanni il quale aveva certamente goduto di occhio di riguardodal dott. Patamia che, all’inizio dell’incontro del 27/05/2016, lo aveva accolto come un sodale: “mi ha salutato come un massone Patamia oggi …” e che, alla fine lo aveva congedato salutando gli amici, rimarcando la sua disponibilità: “che è “fratellino” massone … il “fratellino” si intende massone …(incomprensibile)… avete capito? “Fratellino” si intende massone, non il fratellino (ndr: fratello e sorella) … e quello ve l’ho detto che è “fratellino” ee … e allora … mi ha salutato … gli ho portato una cravatta …”no, no, no …vi saluto …” mi ha detto “tanti saluti dagli amici… a disposizione” …”.

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