Crotone, 
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Il Settore B intitolato a Domenico Gabriele

È stata una giornata intensa di emozioni e significati quella vissuta ieri pomeriggio a Crotone, durante la cerimonia ufficiale di intitolazione dell’impianto sportivo “Settore B” a Domenico Dodò Gabriele, il bambino di undici anni ucciso dalla criminalità organizzata nel 2009. Un gesto simbolico ma fortemente voluto, che affonda le sue radici in una proposta lanciata diversi anni fa dall’allora direttore di CrotoneNews, Vincenzo Montalcini, e dal fondatore dello stesso portale, Bruno Palermo.

Fu proprio il loro impegno giornalistico e civile, sostenuto da numerose associazioni del territorio, a dare origine all’idea di intitolare a Dodò uno spazio pubblico dedicato allo sport e alla comunità. Un’iniziativa che l’amministrazione comunale ha scelto di accogliere e fare propria, confermando la volontà di dare valore alla memoria e alla legalità attraverso scelte concrete.

La struttura, recentemente riqualificata, sorge in una zona centrale e simbolica della città e da oggi porta il nome di un bambino la cui vicenda ha segnato profondamente la coscienza collettiva dei crotonesi. Un presidio di sport, socialità e speranza, dove si educa alla legalità non solo con le parole, ma con i luoghi e i gesti.

Durante la cerimonia, il sindaco Vincenzo Voce ha sottolineato l’importanza di questo atto: “Intitolare questo impianto a Dodò significa far vivere ogni giorno la memoria di un bambino innocente, la cui vita è stata spezzata dall’odio e dalla violenza mafiosa. Ma significa anche dire che Crotone non dimentica e conferma da che parte stare: dalla parte della cultura, dello sport e dell’educazione”.

Accanto alle istituzioni, erano presenti i rappresentanti di Libera, associazioni locali e tanti cittadini. Interventi sentiti sono giunti anche da Fabio Manica, vice presidente della Provincia, Zaccaria Sica, vice capo di Gabinetto della Prefettura, Renato Panvino, questore di Crotone, e Antonella Marazziti di Libera.

Visibilmente commossi, Francesca e Giovanni Gabriele, genitori di Dodò, hanno ringraziato la città e l’amministrazione per aver trasformato quel dolore in un gesto di memoria e speranza. Un dolore che loro stessi hanno saputo convertire, negli anni, in un messaggio potente di legalità, portando il nome del figlio in tutta Italia, parlando a giovani, studenti e cittadini.

Nel luogo dove un tempo si è udita la voce della violenza, oggi si è scelto di far risuonare le grida gioiose dei bambini che giocano. Perché, come è stato ricordato durante la cerimonia, su un campo di calcio devono sentirsi solo grida di felicità.

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