Crotone, 
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Crotone ricorda Dodò Gabriele nel giorno del suo 28° compleanno

Crotone ha ricordato Domenico “Dodò” Gabriele nel giorno in cui avrebbe compiuto 28 anni. La commemorazione si è svolta il 17 ottobre al Teatro Apollo, alla presenza di studenti, familiari delle vittime di mafia, rappresentanti delle istituzioni e della rete di Libera. È stato il primo compleanno celebrato senza la madre di Dodò, Francesca Nastasi, scomparsa di recente.

A portare avanti il percorso dell’Associazione “Dodò Gabriele” è oggi il professor Franco Rizzuti. Nel corso della mattinata, condotta dalla giornalista Francesca Travierso, il padre di Dodò, Giovanni Gabriele, si è rivolto agli studenti: «Dico “compie” perché è vivo, grazie a tutti voi». E ha chiesto di continuare a ricordare Francesca e a sentirla vicina.

Protagonisti dell’incontro sono stati anche gli alunni delle scuole del territorio, che hanno presentato lavori dedicati a vittime della violenza mafiosa. L’Istituto comprensivo “Abate Fabio Di Bona” di Cutro ha approfondito la storia di Giuseppe Giovinazzo, insieme alla moglie Teresa Galluccio. Il Polo tecnologico “Donegani-Ciliberto” di Crotone ha ricordato Lollò Cartisano con la figlia Deborah; la scuola primaria “Pizzuta” dell’I.C. Papanice-Alfieri ha presentato la vicenda di Michele Germanò con la figlia Giuseppina. L’I.I.S. “Margherita Hack” di Cotronei ha dedicato il proprio lavoro a Dodò, mentre l’I.C. “A. Rosmini-Giovanni XXIII” ha ricordato Vincenzo Grasso con la figlia Stefania.

All’iniziativa hanno partecipato anche l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina e il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti. L’arcivescovo ha richiamato il legame tra legalità e responsabilità, sottolineando il valore dell’impegno dei giovani. Don Ciotti ha invitato a trasformare la memoria in un impegno continuativo e ha ricordato Francesca Nastasi per il lavoro svolto, insieme al marito, nel portare la storia di Dodò nelle scuole e nelle comunità.

Rivolgendosi agli adulti, il fondatore di Libera ha richiamato l’importanza di essere coerenti nei comportamenti quotidiani: i giovani, ha osservato, guardano agli esempi prima ancora che alle parole. Alla mattinata era presente anche il prefetto di Crotone, Vincenzo Panico.

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