Il fenomeno delle dipendenze giovanili sta cambiando profondamente, anche a Crotone. A confermarlo sono i più recenti dati del rapporto ESPAD®Italia 2024, che segnano un aumento significativo di nuove forme di consumo tra adolescenti: sigarette elettroniche, psicofarmaci assunti senza controllo medico, abuso di farmaci da banco, gioco d’azzardo e dipendenza digitale.
Agorà Kroton sottolinea come il mondo adulto — genitori, insegnanti, istituzioni, operatori del terzo settore — sia ancora impreparato a riconoscere e affrontare il disagio che attraversa ragazzi e ragazze. “Spesso si reagisce solo quando il problema esplode” spiegano gli operatori dell’associazione, “inseguendo lo ‘sballo’ mentre i giovani cercano senso, ascolto e strumenti per comprendere ciò che provano”. Secondo il Consiglio Nazionale dei Giovani, oltre il 70% degli adolescenti sente il bisogno di un supporto psicologico, ma solo il 32% riesce ad accedervi. Il “Bonus Psicologo” si esaurisce ogni anno in poche ore, conferma della domanda insoddisfatta di aiuto.
I numeri sono preoccupanti: in Italia si registrano circa 3.900 suicidi l’anno e oltre 25.000 tentativi. Autolesionismo e pensieri suicidari riguardano ormai 1 adolescente su 5. Le diagnosi di disagio psichico sono cresciute oltre il 30% dopo la pandemia. Gli esperti invitano a superare il modello della prevenzione spot. Il sociologo Claudio Cippitelli, tra le principali voci nazionali sul tema delle dipendenze, ricorda che «non è sufficiente dire ai giovani che il consumo fa male, se poi non si generano spazi e occasioni reali di partecipazione, ascolto e dialogo».
Il disagio, sottolinea Agorà Kroton, non è mai solo individuale: nasce e si diffonde in contesti sociali fragili, colpendo intere comunità. Serve quindi un cambio culturale e politico: trasformare l’intervento da emergenziale a strutturato, costruire continuità nell’accompagnamento educativo e rafforzare i servizi territoriali di salute mentale. L’antropologo ed educatore Felice Di Lernia aggiunge: «Il disagio giovanile e la ricerca di ‘rifugi’ nelle dipendenze sono spesso il risultato di una società che non offre spazi reali di valorizzazione, partecipazione e autenticità».
Agorà Kroton ribadisce l’urgenza di potenziare il sistema locale di supporto psicologico, aprire più spazi di confronto e mettere al centro la domanda fondamentale che troppo spesso ignoriamo: come stanno i nostri ragazzi? E, di riflesso: come stiamo noi come comunità? «Fino a quando risponderemo con modelli vecchi a problemi nuovi — concludono — continueremo a lasciare i giovani soli in un mondo che non li riconosce»
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