Un presunto sistema illecito finalizzato all’utilizzo e alla commercializzazione di carburante agricolo a tassazione agevolata è stato scoperto nell’ambito di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, ha portato all’esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo per un valore complessivo superiore a 8 milioni di euro.
Il decreto, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Crotone, riguarda disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili riconducibili a 25 soggetti economici, tra cui aziende agricole e depositi di carburante, oltre a 29 persone fisiche coinvolte a vario titolo nell’inchiesta.
Secondo quanto emerso dalle investigazioni del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, l’attività illecita sarebbe stata gestita da due associazioni per delinquere con base nel Crotonese e ramificazioni in altre province calabresi, in Veneto e persino in Germania.
L’indagine ha preso avvio da alcune anomalie riscontrate nei consumi di carburante agricolo agevolato da parte di aziende operanti nel settore primario. Gli approfondimenti investigativi, supportati anche da attività tecniche, avrebbero consentito di ricostruire un meccanismo attraverso il quale veniva richiesto carburante a fiscalità ridotta mediante la presentazione ad ARCEA di documentazione ritenuta non veritiera.
In particolare, gli indagati avrebbero attestato l’esistenza di coltivazioni agricole ad alto consumo di carburante, come serre, ottenendo così quantitativi di gasolio agevolato superiori a quelli realmente necessari. Il prodotto energetico sarebbe stato successivamente destinato, secondo l’ipotesi investigativa, a soggetti privi dei requisiti per beneficiare delle agevolazioni fiscali, tra cui operatori dell’autotrasporto e imprese attive nel movimento terra.
Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, funzionali a giustificare la circolazione del carburante e a occultarne la reale destinazione.
Al termine delle attività investigative, a 29 persone sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini e le informazioni di garanzia. Le contestazioni, a vario titolo, riguardano i reati di associazione per delinquere, falsità ideologica, sottrazione al pagamento delle accise sui prodotti energetici ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Secondo gli investigatori, il sistema avrebbe consentito un’illecita commercializzazione di gasolio agricolo e l’evasione delle imposte dovute, generando un danno economico quantificato in oltre 8 milioni di euro.
Come previsto dalla normativa vigente, si ricorda che gli accertamenti si trovano ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati potrà essere eventualmente accertata solo all’esito del procedimento giudiziario e con provvedimento definitivo.
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