Crotone, 
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Corruzione e falso, due arresti a Crotone: ai domiciliari ex dirigente scolastico e titolare di centro formazione

Nella mattinata del 12 novembre, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Crotone hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un ex dirigente scolastico di un istituto superiore del capoluogo e del titolare di un centro di formazione privata operante nel settore dei corsi scolastici e universitari. Le misure, emesse dal Gip del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal dott. Domenico Guarascio, riguardano una serie di reati tra cui tentata concussione, induzione indebita, corruzione, falso ideologico e materiale, peculato, truffa e rivelazione di segreti d’ufficio.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’ex dirigente scolastico avrebbe posto in essere numerose condotte illecite nel periodo in cui era alla guida dell’istituto. Tra le ipotesi contestate figurano la richiesta a un’impresa edile di rinunciare a crediti maturati per lavori eseguiti, minacciando l’esclusione da futuri appalti, e l’induzione di un imprenditore del settore arredi a prestare lavori gratuiti in cambio di commesse. Le indagini avrebbero inoltre evidenziato irregolarità nei bandi di selezione per educatori scolastici, episodi di appropriazione di somme di denaro e beni appartenenti all’istituto (come arredi e materiali sportivi), oltre a casi di favoritismi in graduatorie di progetti regionali e falsificazioni di atti pubblici. Tra le accuse anche l’aver esercitato pressioni su alcuni docenti affinché promuovessero un candidato agli esami di maturità, nonostante le gravi insufficienze, e l’aver rivelato risposte d’esame in cambio di denaro a candidati di un concorso per il “TFA Sostegno”.

Il titolare del centro di formazione, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe coinvolto in alcuni episodi di corruzione legati sempre al concorso “TFA Sostegno”, avendo favorito la rivelazione di risposte ai test preselettivi. A lui è contestata anche una presunta frode processuale: dopo il sequestro del proprio cellulare, avrebbe ottenuto una nuova SIM con lo stesso numero per accedere al profilo Telegram e cancellare chat compromettenti.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Crotone, sono ancora nella fase preliminare. Gli indagati, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, potranno dimostrare la propria estraneità ai fatti nelle sedi competenti. L’attività investigativa si inserisce in un più ampio piano di controllo sul rispetto della legalità nella pubblica amministrazione, portato avanti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone.

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