Crotone, 
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ChiamaRoma 060606, cresce la tensione: CISL e Fisascat proclamano lo stato di agitazione

Preoccupazione e tensione restano alte attorno alla vertenza legata all’appalto del contact center ChiamaRoma 060606. La CISL Magna Grecia e la Fisascat CISL Magna Grecia hanno infatti espresso una netta insoddisfazione per il riscontro fornito da Roma Capitale alla nota inviata dal Comune di Crotone. Pur prendendo atto della posizione assunta dall’amministrazione capitolina, le organizzazioni sindacali sottolineano come la risposta non affronti in maniera esaustiva le criticità sollevate nei mesi scorsi. Restano infatti irrisolti numerosi nodi, in particolare quelli legati alla tutela occupazionale e alle possibili ricadute sociali che alcune previsioni contenute nel bando di gara potrebbero determinare sul territorio.

Al centro della vertenza c’è il futuro di circa 150 lavoratrici e lavoratori impiegati da oltre dieci anni nella sede di Crotone del servizio ChiamaRoma 060606, un presidio che garantisce quotidianamente qualità ed efficienza in un servizio strategico per l’amministrazione romana e per i cittadini della Capitale. Un patrimonio di competenze e professionalità che, secondo CISL e Fisascat, rischia di essere messo in discussione da meccanismi che favorirebbero processi di delocalizzazione, con effetti diretti sull’occupazione.

«Non possiamo accettare – evidenziano le sigle sindacali – che imprese crescano e si consolidino grazie al know-how dei lavoratori per poi impoverire il territorio una volta rafforzata la commessa». Un copione già visto, che a Crotone assume contorni ancora più delicati in un contesto economico e sociale fragile. Alla luce della mancata chiarezza sulle prospettive occupazionali, CISL Magna Grecia e Fisascat CISL hanno già proclamato lo stato di agitazione. In assenza di risposte immediate e concrete, non viene esclusa la possibilità di arrivare allo sciopero.

Resta, tuttavia, la disponibilità al dialogo. I sindacati ribadiscono la volontà di lavorare per una soluzione della vertenza attraverso relazioni sindacali responsabili, con l’obiettivo di difendere il lavoro, la dignità delle persone coinvolte e il futuro di un territorio che – sottolineano – «non può permettersi ulteriori ferite sociali».

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