Dopo la sua audizione del 16 luglio scorso presso la Commissione Bicamerale Ecomafie, l’ex Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, interviene nuovamente nel dibattito sulla bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone, rispondendo alle dichiarazioni del Commissario Straordinario alla Bonifica, Generale Errigo.
Oliverio, che in sede di audizione ha illustrato una dettagliata analisi della situazione, precisa che le sue valutazioni sui ritardi e sulle responsabilità sono basate su atti formali e documentazione verificabile. “Chiunque – afferma – può riascoltare il mio intervento sul sito ufficiale della Commissione Ecomafie”.
Nel suo intervento pubblico, Oliverio chiarisce alcune affermazioni del Commissario, ritenute distorte o parziali. In particolare, sottolinea come circa due milioni di euro siano stati destinati alla creazione di una sede tecnica a Roma, mentre oltre 1,4 milioni riguardano i costi degli uffici di Crotone, considerati legittimi. Critico anche su un incarico giornalistico da 130.000 euro, Oliverio evidenzia come queste risorse – derivanti dalla condanna di Syndial (oggi Eni Rewind) – potessero essere impiegate per potenziare gli enti di controllo ambientale, oggi in grave difficoltà di organico.
Non meno dura la replica sulle affermazioni riguardanti i rifiuti pericolosi. “Il Commissario – sostiene Oliverio – fa riferimento in modo generico a rifiuti speciali pericolosi conferiti nella discarica di Columbra, ma dimentica che l’impianto non è autorizzato a ricevere rifiuti contenenti tracce di radioattività e amianto, come previsto dalla normativa vigente (D.Lgs. 152/2006 e D.Lgs. 101/2020)”.
Oliverio rilancia una domanda già posta in audizione: il Commissario è a conoscenza dell’eventuale conferimento illecito di tali rifiuti a Columbra? E se sì, ha informato la Procura?
Particolarmente critica è la sua posizione nei confronti di un’ordinanza emanata da Errigo che avrebbe disposto proprio il conferimento di questi rifiuti in violazione del PAUR regionale, che impone lo smaltimento in impianti autorizzati fuori dalla Calabria. “Fino a poche settimane fa – ricorda – veniva negata persino l’esistenza di impianti all’estero, e oggi si annuncia l’accordo con una struttura svedese per appena 40.000 tonnellate a fronte di un fabbisogno ben maggiore”.
Infine, Oliverio invita il Commissario a fornire una relazione trasparente e dettagliata sull’operato commissariale, soprattutto in merito ai siti ancora da caratterizzare e mettere in sicurezza, come la Chiesa del Santissimo Salvatore, l’ex piazzale Sasol, via Fermi e altre aree cittadine.
Pur riconoscendo le difficoltà del contesto calabrese e il peso degli accordi disattesi da interlocutori locali e regionali, l’ex Governatore mette in guardia da “scelte sbagliate e annunci fuori luogo, come il possibile coinvolgimento dell’esercito”. E conclude con parole forti: “La città di Crotone merita giustizia. I veleni che hanno provocato sofferenza e malattie oncologiche devono essere eliminati. Lo Stato ha il dovere di intervenire e risarcire questa comunità”.
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