Crotone, 
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Amianto negli ex Mercati Generali, l’associazione Cittadini Liberi: “Il solo monitoraggio dell’aria non basta”

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella giornata di ieri, l’associazione Cittadini Liberi ha illustrato una relazione tecnica firmata dal presidente, il geologo Giuseppe Pirillo, che analizza i rischi legati alla presenza di materiali contenenti amianto nel sito degli ex Mercati Generali. Al centro dell’intervento, la necessità di affrontare la questione con un approccio tecnico rigoroso e conforme alla normativa, evitando di limitarsi esclusivamente ai monitoraggi delle fibre aerodisperse.

Secondo quanto evidenziato nella relazione, la normativa di riferimento – il decreto ministeriale del 6 settembre 1994 – prevede un processo di valutazione del rischio articolato in due fasi: una prima basata sull’ispezione visiva e sulla valutazione delle condizioni dei materiali presenti, e una seconda che può includere eventuali monitoraggi ambientali dell’aria in circostanze specifiche. Il documento sottolinea però un punto ritenuto cruciale: il monitoraggio dell’aria non può essere considerato da solo un criterio sufficiente per escludere il rischio legato alla presenza di amianto. Le misurazioni, infatti, fotografano la concentrazione di fibre nell’aria solo nel momento del campionamento e non permettono di prevedere eventuali rilasci improvvisi dovuti a deterioramento dei materiali, eventi atmosferici o danni strutturali.

Secondo l’analisi illustrata durante la conferenza stampa, proprio i rilasci più pericolosi possono essere episodici e di breve durata, risultando quindi difficili da intercettare attraverso i normali campionamenti programmati. A rafforzare le preoccupazioni sullo stato dell’area è anche la scheda di intervento redatta dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Crotone a seguito di un sopralluogo effettuato il 12 febbraio scorso nell’area degli ex Mercati Generali, situata in via Davide Lajolo, nei pressi dell’argine del fiume Esaro.

Nel documento si segnala che il capannone, esteso su una superficie di circa 13.500 metri quadrati, si trova in condizioni di totale abbandono, con l’area facilmente accessibile e interessata dal deposito incontrollato di rifiuti di varia natura, tra cui pneumatici, plastica e materiali edili. Durante il sopralluogo è stato inoltre rilevato il crollo di una porzione del capannone di circa 450 metri quadrati, insieme al diffuso deterioramento della copertura in cemento-amianto. Alcune lastre risultano frantumate e ridotte allo stato polverulento, con un potenziale rischio di dispersione delle fibre nell’aria verso i centri abitati e le scuole presenti nelle vicinanze, soprattutto in presenza di vento.

Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dagli incendi di vegetazione che, durante la stagione estiva, interessano frequentemente l’area circostante, circostanza che – secondo quanto riportato nel verbale – potrebbe aggravare ulteriormente il rischio ambientale.

Al termine dell’intervento, i Vigili del Fuoco hanno adottato alcune misure immediate di sicurezza, tra cui la delimitazione delle aree di pericolo e l’inibizione al transito della strada di accesso alla struttura. Nel documento trasmesso alle autorità competenti vengono inoltre indicati diversi interventi ritenuti necessari con urgenza: la recinzione completa dell’area per impedire l’accesso, la rimozione e bonifica della copertura contenente amianto da parte di una ditta specializzata, la rimozione dei rifiuti presenti e la messa in sicurezza definitiva del capannone.

L’intervento dei Vigili del Fuoco è stato comunicato al Comune di Crotone, all’Arpacal, all’Asp e alle altre autorità competenti affinché possano valutare l’adozione dei provvedimenti necessari a tutela della sicurezza pubblica.

La questione degli ex Mercati Generali si inserisce nel più ampio tema della gestione dei siti abbandonati e della presenza di amianto in strutture degradate. Secondo quanto evidenziato nella relazione tecnica presentata dall’associazione, la normativa prevede che la valutazione del rischio tenga conto non solo dei dati di monitoraggio ambientale, ma soprattutto dello stato di conservazione dei materiali e dei possibili fattori di degrado. Per questo motivo, la richiesta avanzata durante la conferenza stampa è quella di affrontare la situazione con interventi concreti di messa in sicurezza e bonifica, evitando che il deterioramento progressivo delle strutture possa trasformarsi in un problema sanitario e ambientale per le aree circostanti.

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