La violenza sui campi di calcio torna al centro del dibattito in Calabria. I presidenti delle Sezioni e del Comitato Regionale dell’Associazione Italiana Arbitri hanno espresso una dura condanna per i ripetuti episodi che continuano a verificarsi nei campionati dilettantistici della regione, annunciando una decisione forte: nel fine settimana del 7 e 8 marzo 2026 non verranno effettuate designazioni arbitrali per le gare di Terza Categoria in tutta la Calabria. La scelta arriva dopo i gravi fatti avvenuti lo scorso 4 marzo, durante la partita Sporting Ceramida – ASD Sinopolese, valida per il campionato di Terza Categoria (Girone G), conclusasi con un’aggressione ai danni del direttore di gara.
La presa di posizione degli arbitri calabresi arriva in continuità con il comunicato congiunto diffuso il 14 febbraio scorso, condiviso con il Comitato Regionale Calabria della Lega Nazionale Dilettanti, con l’Associazione Italiana Calciatori e con l’Associazione Italiana Allenatori Calcio. Nel documento, i rappresentanti dell’AIA Calabria ribadiscono la ferma condanna verso ogni forma di violenza, sottolineando come episodi di questo tipo colpiscano non soltanto il singolo arbitro coinvolto ma l’intero movimento calcistico regionale.
Ogni settimana, infatti, sono numerosi i giovani direttori di gara che scendono in campo per garantire lo svolgimento delle competizioni, spesso con grande passione e senso di responsabilità. Proprio per questo, spiegano i presidenti delle sezioni arbitrali, la loro tutela deve rappresentare una priorità assoluta.
La sospensione delle designazioni arbitrali per il prossimo weekend rappresenta un segnale simbolico ma forte, pensato per richiamare l’attenzione di tutto il movimento calcistico sulla gravità della situazione. La decisione di limitare la protesta alla Terza Categoria non è casuale. L’episodio che ha fatto scattare la protesta si è verificato proprio in questo campionato e, come evidenziato dagli arbitri, è spesso in questa categoria che si registrano con maggiore frequenza episodi di violenza o comportamenti gravemente antisportivi nei confronti di arbitri, calciatori e dirigenti.
L’iniziativa, spiegano i rappresentanti dell’AIA, vuole essere soprattutto un gesto di responsabilità e di sensibilizzazione rivolto a tutto il sistema calcistico regionale. L’obiettivo è ribadire con chiarezza che la violenza non può trovare spazio sui campi di calcio, e che il rispetto delle regole e delle persone deve tornare al centro della cultura sportiva. Solo attraverso un’assunzione collettiva di responsabilità, concludono gli arbitri calabresi, sarà possibile restituire ai campi di gioco quel clima di rispetto, sicurezza e civiltà che dovrebbe sempre accompagnare lo sport. Perché il calcio – ricordano – deve tornare ad essere un luogo di passione, crescita e rispetto reciproco.
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