Un appello formale, indirizzato a tutti i sindaci e ai commissari del territorio, per chiedere un’azione istituzionale urgente a tutela della continuità territoriale aerea e dell’operatività dello scalo pitagorico. È l’iniziativa avviata dal Comitato Cittadino Aeroporto di Crotone, che nelle scorse ore ha trasmesso una PEC agli amministratori del Crotonese e della fascia jonica.
Al centro della richiesta, la prospettiva che il collegamento Crotone–Roma possa cessare il 31 ottobre 2026, in assenza di rifinanziamento del servizio. Una scadenza che, secondo il Comitato, rischia di aprire una fase di ulteriore isolamento per il territorio.
A preoccupare sono anche i recenti segnali di riduzione dell’offerta: la cancellazione del volo Crotone–Treviso, il ridimensionamento della tratta Crotone–Torino e la soppressione dell’unico charter Crotone–Bergamo operato da Albastar. Elementi che, nel loro insieme, delineano un quadro di progressivo indebolimento dei collegamenti da e per l’aeroporto.
Nel documento inviato agli enti locali, il Comitato sottolinea come la continuità territoriale non rappresenti una concessione discrezionale, ma un diritto sancito dalla normativa nazionale ed europea, che lo Stato è chiamato a garantire, soprattutto nelle aree caratterizzate da carenze infrastrutturali strutturali.
Il rischio paventato è quello di ricadute dirette su più fronti: dalla mobilità dei cittadini all’accesso al lavoro, allo studio e alle cure sanitarie, fino allo sviluppo economico e turistico e alla coesione sociale delle comunità locali.
Secondo il Comitato, le alternative infrastrutturali – tra rete ferroviaria fragile, collegamenti stradali inadeguati e tempi di percorrenza spesso incompatibili con le esigenze quotidiane – non sarebbero oggi in grado di assicurare una mobilità efficiente. In questo contesto, lo scalo crotonese viene indicato come l’unica infrastruttura strategica immediatamente disponibile per contrastare l’isolamento.
Da qui la richiesta ai sindaci di promuovere un’azione coordinata e visibile, attraverso prese di posizione pubbliche, deliberazioni consiliari, richieste formali al Governo e alla Regione Calabria e una mobilitazione istituzionale condivisa.
“Solo unendo le voci dei sindaci, primo presidio democratico dei territori, sarà possibile rafforzare il peso politico di questa battaglia”, evidenzia il Comitato, che ribadisce la disponibilità ad avviare un confronto operativo con tutte le istituzioni locali per concordare strategie comuni.
Il messaggio è chiaro: difendere il diritto alla mobilità significa difendere il futuro del territorio. “Non un volo in meno” è lo slogan che accompagna l’iniziativa, insieme a un principio che suona come una rivendicazione di dignità: liberi di partire, liberi di tornare.
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