Un esposto-diffida con contestuale messa in mora è stato inviato dall’ADOC provinciale di Crotone ai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale, al Sindaco di Crotone e al Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas) dei Carabinieri di Catanzaro per segnalare presunte gravi carenze igienico-sanitarie riscontrate nelle pertinenze esterne e nei locali d’attesa del Pronto Soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”.
L’iniziativa è stata promossa dalla presidente provinciale dell’associazione, l’avvocato Paola Bellomo, a seguito di diverse segnalazioni ricevute da cittadini e utenti della struttura sanitaria.
Secondo quanto riportato nel documento, le aree adiacenti agli accessi del Pronto Soccorso presenterebbero condizioni di degrado caratterizzate dalla presenza di fango, ristagni d’acqua, fogliame e altri rifiuti. L’associazione sostiene che una delle cause del problema sarebbe riconducibile al continuo gocciolamento della condensa proveniente dagli impianti di climatizzazione, con conseguente accumulo di acqua sul suolo.
Sempre secondo l’ADOC, tale situazione avrebbe favorito la formazione di muschi e patine algali e la proliferazione di insetti, in particolare zanzare, nelle aree esterne dell’ospedale.
Nel proprio esposto, l’associazione evidenzia possibili ripercussioni sulle condizioni di salubrità degli ambienti frequentati quotidianamente da utenti, pazienti e operatori sanitari.
L’ADOC richiama inoltre il principio costituzionale della tutela della salute e le disposizioni normative che impongono elevati standard di sicurezza e igiene nelle strutture sanitarie, sottolineando la necessità di garantire ambienti adeguati soprattutto in un reparto particolarmente delicato come il Pronto Soccorso.
Attraverso la diffida, l’associazione chiede all’Azienda Sanitaria Provinciale di intervenire entro cinque giorni dal ricevimento dell’atto con una serie di misure ritenute urgenti.
Tra queste figurano la pulizia e la sanificazione delle aree esterne interessate, la disinfestazione delle pertinenze e dei locali d’attesa del reparto e la messa in sicurezza degli scarichi della condensa degli impianti di climatizzazione, al fine di eliminare definitivamente i ristagni d’acqua.
Nel documento l’ADOC preannuncia che, in caso di mancato o parziale riscontro alle richieste formulate, potrebbe procedere con ulteriori iniziative presso le autorità competenti, compreso il deposito di una segnalazione alla Procura della Repubblica e la richiesta di accertamenti da parte dei Nas.
A corredo dell’esposto sono state allegate alcune fotografie che, secondo l’associazione, documenterebbero lo stato delle aree oggetto della segnalazione.
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