Un importante riconoscimento nazionale porta la Calabria al centro del dibattito sull’innovazione culturale. I Parchi Archeologici di Crotone e Sibari sono stati infatti selezionati tra i tre finalisti italiani del Premio Gianluca Spina 2026 nella categoria “Accessibilità”, grazie al progetto di riallestimento del Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna.
Il premio, promosso dall’Associazione Gianluca Spina ETS insieme all’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura della School of Management del Politecnico di Milano e patrocinato dal Ministero della Cultura, valorizza le migliori esperienze di trasformazione digitale applicate al patrimonio culturale.
La proclamazione del vincitore è in programma martedì 9 giugno nell’Aula Magna Carassa e Dadda del Politecnico di Milano, durante il convegno “Innovazione nella Cultura tra passato e futuro: i megatrend dei prossimi 10 anni”.
Il progetto candidato riguarda il nuovo allestimento del Museo di Capo Colonna, inaugurato lo scorso marzo al termine di un intervento finanziato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un percorso che ha puntato non solo sulla valorizzazione dei reperti archeologici, ma anche sulla costruzione di un’esperienza museale accessibile e inclusiva.
Tra le soluzioni introdotte figurano sistemi di assistenza virtuale disponibili in undici lingue e una sala di decompressione a bassa stimolazione sensoriale, pensata per accogliere persone con neurodiversità e fragilità cognitive. Elementi che hanno consentito al museo crotonese di distinguersi in un contesto nazionale particolarmente competitivo.
Nella categoria “Accessibilità”, infatti, i Parchi Archeologici di Crotone e Sibari concorrono insieme a realtà di primo piano del panorama culturale italiano come la Fondazione Piccolo Teatro di Milano e il Planetario di Torino.
Secondo il direttore Filippo Demma, il risultato ottenuto rappresenta una conferma della qualità del lavoro svolto e della possibilità di sviluppare innovazione anche in territori spesso considerati periferici. L’obiettivo, spiega, è estendere progressivamente questo modello a tutto il patrimonio archeologico gestito dall’istituto, promuovendo una concezione dell’accessibilità che vada oltre l’abbattimento delle sole barriere architettoniche e garantisca a tutti una fruizione piena e consapevole dei luoghi della cultura.
L’appuntamento milanese coincide con la presentazione della nuova ricerca annuale dell’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura, che analizzerà i principali trend tecnologici, sociali e ambientali destinati a influenzare il settore nei prossimi anni, dall’intelligenza artificiale alla realtà estesa.
La partecipazione al convegno è gratuita, previa iscrizione, sia per chi intende assistere in presenza sia per chi preferisce seguire l’evento in diretta streaming.
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