Crotone,
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Scusa don Mattia, volevamo solo raccontare il tuo candore

Don Mattia Bernasconi

Caro don Mattia scusa.

Ti porgo le mie scuse dal profondo del cuore perché non pensavo che un articolo scritto con passione e per descrivere un accadimento che ritenevamo sia io che tu bello e naturale, potesse trasformarsi in una caccia all’untore.

Quando ti telefonai per farmi raccontare cosa vi avesse mosso per la celebrazione della Santa Messa in mare, restai favorevolmente colpito dalla tua gioia e dalla tua passione per il Vangelo che mi citasti almeno quattro volte.

Nell’ascoltare la tua meraviglia di come i “tuoi” ragazzi e la gente comune che si trovava in spiaggia avesse accolto col cuore aperto la celebrazione della Santa Messa in mare. La generosità e disponibilità della famiglia che ti diede il materassino per l’altare.

Caro don Mattia, scusami, ma nessuno di noi pensava a questo effetto boomerang per un gesto così spontaneo e tanto vicino alla bellezza del creato di cui San Francesco d’Assisi tanto narra. Quello stesso San Francesco (Giovanni Francesco Bernardone) che in un giorno di inverno del 1206 si denudò completamente davanti al Vescovo “per abbracciare la povertà più assoluta per seguire una ricchezza ancora più alta ed assoluta, la ricchezza della fede evangelica e della speranza cristiana legata intimamente a Gesù di Nazareth”.

A tanti altri preti che in coscienza sanno di avere troppi scheletri nell’armadio, ma li nascondono bene sotto la tonaca, preferisco te: puro, a torso nudo, limpido, nell’acqua del mare, dopo un campo di Libera, in un giorno di tremendo caldo torrido, che celebri messa e riconcili la Chiesa col creato, avvicinando ad essa anche gente che da anni non partecipava ad una celebrazione eucaristica.

Scusa don Mattia, scusa ma grazie, grazie infinite per aver reso il Vangelo tanto vicino alla realtà da provocare paura. “Omnia munda mundis”, disse Fra Cristofaro al Padre guardiano del convento, o se vuoi, “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Quanto sono stolti coloro che cercano Dio con gli occhi esteriori del corpo, mentre lo si vede col cuore” (Sant’Agostino).