Crotone,
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Rino Gattuso, fenomenologia di un antieroe puro che piace perché è vero

Rino Gattuso

foto: Ansa

Rino Gattuso vince sempre, anche quando perde. Perché vincono il suo essere umano, il suo essere umile, i suoi valori, la sua purezza, la sua sincerità, il suo essere così meravigliosamente uomo del Sud: instancabile faticatore, sincero fino al midollo, vero, puro, incazzoso, tosto quando serve, amorevole quando ce n’è bisogno. È il suo essere, è la sua essenza a far vincere comunque Rino Gattuso. Il muratore del centrocampo, l’operaio della linea mediana, è il povero di soldi diventato benestante, è il ricco di cuore rimasto tale anche dopo il successo. È consapevole dei suoi limiti, ma non per questo evita di mettersi alla prova, andando oltre e spostando l’asticella sempre più in alto.

Lui è un vincente perché all’Ofi Creta diede le dimissioni, ma pagò gli stipendi ai giocatori che non li ricevevano da mesi; al Pisa aiutò la società nei pagamenti di collaboratori e staff; al Milan, al termine della scorsa stagione, rinunciò all’ingaggio previsto per l’anno di contratto mancante, chiedendo però che venissero pagati i suoi collaboratori. Al Napoli un altro dei suoi meravigliosi gesti: rinuncia al suo stipendio per coprire il 20% mancante nei rimborsi dei dipendenti del Napoli messi in cassa integrazione dalla società. Solo se hai l’anima linda e solidale puoi concepire certe cose.

È l’esatto opposto delle icone del calcio moderno.

Lui è l’anti eroe che, al contrario di quanto avviene nella letteratura spagnola, diventa eroe. Il suo essere eroe si concentra nella storia della sua famiglia e nella sua storia personale, sin da quando da ragazzo lascia Schiavonea piangendo per andare a costruire la sua vita, la sua carriera. Uno che ancora molto giovane non vuole andare a Glasgow e che il padre…. “Ti accompagno io a calci”, rigorosamente in dialetto calabrese.

Gattuso non ha timori nell’esprimersi nella sua lingua madre, nel dialetto calabrese, coriglianese. Perché non c’è niente che riesce a descrivere tanto bene le tue emozioni e i tuoi pensieri come il dialetto che hai ascoltato e imparato sin dai primi vagiti. E lo fa con orgoglio, mostrando al mondo intero il suo essere reale e non costruito, vero e non artefatto, come molti, troppi nel calcio moderno.

Talmente alto è il suo rispetto per le persone e per il sudore che a vederlo e sentirlo non penseresti mai di trovarti di fronte ad un Campione del Mondo, ad uno che ha vinto tutto nel calcio, perché in questo sta anche la sua grandezza. Infonde orgoglio, sprona il giocatore più forte e quello meno dotato allo stesso modo.

Lui è l’allenatore che tutti vorrebbero avere perché anche se perdi saprai che per vincere ce l’hai messa tutta: hai sudato, hai lottato, ti sei aggrappato con le unghie.

Rino Gattuso trasmette orgoglio a tutti: ai calabresi di avere un corregionale così, ai tifosi delle sue squadre per il carattere e la voglia che infonde.

E sembrerà strano in questo vortice di cifre iperboliche, in questo apparire piuttosto che essere, ma in Italia ci sono ancora tanti appassionati veri di calcio ai quali basta sapere che i propri calciatori hanno dato l’anima per vincere e se non ci sono riusciti meritano un grande applauso lo stesso.

Rino Gattuso per indole, per sua natura, trasforma le sue squadre in tutto questo, ed è esattamente tutto quello che piace…e non solo nel calcio.