Crotone, 
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Processo simulato al Tribunale di Crotone: gli studenti dell’IC Papanice Alfieri protagonisti del progetto “Ciak”

Una mattinata all’insegna della legalità, della consapevolezza e dell’educazione civica quella vissuta dagli studenti dell’Istituto Comprensivo Papanice Alfieri presso il Tribunale di Crotone, dove si è svolta una nuova tappa del progetto “Ciak. Un processo simulato per evitare un vero processo”.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione “Ciak Formazione e Legalità – ETS”, è arrivata quest’anno alla sua undicesima edizione in Calabria ed è realizzata con il patrocinio e il sostegno dell’Associazione Nazionale Magistrati, della Fondazione Banco di Napoli, della Fondazione Carical e dell’Associazione Italiana Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia.

Protagonisti dell’esperienza sono stati venticinque studenti della scuola secondaria di primo grado dei plessi Alfieri, Margherita e Papanice, che hanno preso parte a una simulazione processuale ispirata al copione “La tavernetta”. Al centro della vicenda affrontata, un delicato caso di revenge porn e cyberbullismo sfociato nell’istigazione al suicidio della giovane vittima.

I ragazzi, calandosi nei ruoli di giudici, pubblici ministeri, avvocati, imputati, cancellieri e testimoni, hanno potuto confrontarsi con le dinamiche di un vero procedimento giudiziario, comprendendo più da vicino il funzionamento della giustizia e riflettendo sulle conseguenze sociali e umane di determinati comportamenti.

Il percorso è stato preparato nel corso degli ultimi mesi con il supporto dei formatori territoriali Gabriele Persico e Maria Rizzo dell’associazione “Ciak Formazione e Legalità – ETS”. La simulazione si è svolta in contemporanea anche in altre città italiane, tra cui Firenze e Lamezia Terme.

Per l’IC Papanice Alfieri si è trattato della prima partecipazione al progetto, scelto dall’istituto come esperienza formativa ad alto valore educativo e civico.

Soddisfazione è stata espressa dalla dirigente scolastica Concetta Masi, che ha sottolineato l’impegno e la maturità dimostrati dagli studenti durante l’attività. «I nostri ragazzi – ha dichiarato – non si sono limitati a recitare, ma hanno mostrato spirito di squadra, senso di responsabilità e grande capacità di immedesimazione. Vederli interpretare i diversi ruoli processuali è stato emozionante e, a tratti, sorprendentemente realistico. La sentenza più importante, però, è stata la crescita umana e civile che questa esperienza ha lasciato in ciascuno di loro».

Il progetto è stato coordinato dal docente Ettore Pontieri, referente bullismo e cyberbullismo dell’istituto e coordinatore della commissione dedicata, insieme ai componenti Elisabetta Vasovino, Rosa Franco, Emilia Mittica e Don Rino Le Pera. Supporto tecnico alle attività preparatorie è stato inoltre fornito dalla Cooperativa Agorà, impegnata nella scuola con il progetto “La Matassa”.

Nel corso della mattinata è intervenuto anche il magistrato Giuseppe Collazzo, che ha portato i saluti della presidente del Tribunale di Crotone, Maria Luisa Mingrone, complimentandosi per un’iniziativa capace di portare “una ventata di gioventù tra le aule del Palazzo di Giustizia”.

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