Il Parco Nazionale della Sila compie un nuovo passo avanti nel rafforzamento delle attività di tutela ambientale grazie all’introduzione di tecnologie avanzate e sistemi di monitoraggio innovativi.
È infatti in fase di completamento il progetto promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 2, Componente 4, Investimento 3.2 – dedicato alla digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette. L’iniziativa, finanziata dall’Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU, punta a migliorare la conservazione della natura e il controllo delle pressioni sugli ecosistemi.
A illustrarne i risultati è il direttore del Parco, Ilario Treccosti, che sottolinea come il progetto abbia coinvolto decine di ricercatori impegnati direttamente sul territorio, con il supporto del responsabile del Sistema Informativo Territoriale, Mauro Procellini.
Le attività di monitoraggio hanno riguardato un ampio spettro di elementi naturali: habitat, fauna ittica, avifauna, mammiferi (macro e micro), anfibi, rettili, chirotteri, oltre al campionamento delle acque. Un lavoro capillare che ha consentito di raccogliere dati fondamentali per la gestione e la protezione dell’area protetta.
Un passaggio chiave del progetto si è svolto nelle giornate del 18 e 19 marzo, quando presso la sede dell’Ente si è tenuto un corso di formazione teorico-pratico sull’utilizzo dei nuovi droni in dotazione. I dispositivi, forniti dal MASE, sono equipaggiati con sensori LiDAR e camere multispettrali, strumenti che permettono analisi dettagliate del territorio e dello stato di salute degli ecosistemi.
La consegna dei due droni rappresenta solo una parte del potenziamento tecnologico: il Parco si è infatti dotato anche di ulteriori strumenti avanzati, tra cui laser scanner Orbis, visori notturni, binocoli e fototrappole.
Grazie a queste nuove dotazioni, l’Ente potrà proseguire e intensificare le attività di monitoraggio e sorveglianza, migliorando l’efficacia degli interventi di tutela e conservazione ambientale.
Un investimento che conferma il ruolo strategico dell’innovazione tecnologica nella difesa del patrimonio naturale e nella gestione sostenibile delle aree protette.
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