Roma, 
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Inflazione e rincari, il carrello della spesa diventa più caro

Luglio porta con sé un nuovo aumento dei prezzi alla produzione industriale. I dati diffusi dall’ISTAT mostrano una crescita dello 0,5% rispetto a giugno e dell’1,6% su base annua. Il quadro diventa ancora più pesante se si guarda al mercato interno, dove i prezzi segnano un +0,6% mensile e un +2,4% rispetto allo stesso periodo del 2024.

A soffrire maggiormente sono i settori che incidono direttamente sul carrello della spesa e sul portafoglio delle famiglie. Gli alimentari e le bevande, ad esempio, registrano un balzo vicino al +4% sui mercati esteri. In aumento anche i mezzi di trasporto (+4,4%) e i prodotti farmaceutici, che sul mercato interno segnano un +2,6%.

Qualche segnale di respiro arriva invece dai prodotti petroliferi raffinati, in calo di oltre il 7%, e dal comparto energetico, dove la crescita dei prezzi rallenta passando dal +12,9% di giugno al +7,9% di luglio. Nel settore delle costruzioni, la situazione appare più stabile: +1% annuo per gli edifici e sostanziale immobilità per strade e ferrovie.

“Il quadro che emerge dall’analisi ISTAT è chiaro e preoccupante – spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –. I rincari continuano a colpire i settori che incidono maggiormente sulla vita quotidiana. Se da un lato si registra un rallentamento dei prezzi energetici, dall’altro i costi di alimentazione e trasporti continuano a correre. Questo si traduce in una spesa sempre più cara e in un potere d’acquisto ridotto per le famiglie. È fondamentale che Governo e istituzioni intervengano con misure concrete per calmierare i prezzi, garantire trasparenza nelle filiere e sostenere i consumatori, in particolare i più fragili, che non possono essere lasciati soli in questa fase di crisi”.

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